MACHEGOTTI, IL PIACERE DI UNA BUONA BIRRA NEL CUORE DI GENOVA

Di il 12 Giugno 2018

Un locale che da quattro anni opera un’ampia ricerca birraia proponendo sfiziosi aperitivi e succulenti piatti

 

 

di Carolina Beretta – Fotografie di Emilio Scappini

 

 

Nella splendida cornice di Piazza Matteotti batte il cuore di MaCheGotti. La birreria e bistrot di Massimiliano Tarelli accontenta le esigenze della propria clientela proponendo birre di ogni tipo e stile, non trascurando quelle senza glutine. Da birre in stile inglese a birre in stile belga, dall’ampia selezione di italiane a quelle americane, per non dimenticare l’ampia scelta di artigianali in lattina che MaCheGotti propone. Niente manca al locale di Piazza Matteotti che soddisfa il palato della sua clientela, anche quello più esigente, ricercando gusti e stili sempre diversi. «Cerchiamo di non cavalcare l’onda tenendo solo ed esclusivamente la birra che va più di moda in un determinato momento. Al contrario ci impegnamo ad offrire una varietà birraia di gusti e stili al fine di rendere completa la nostra proposta» racconta a GOA Massimiliano Tarelli. E di completo MaCheGotti ha davvero tutto perchè nel locale è possibile gustare anche un’ampia selezione di vini con occhio di riguardo sul territorio e una carta cocktail con oltre cento proposte, senza contare la lunga lista di piatti proposti, degni di un ristorante e tutti preparati con prodotti gourmet. Da schiacciate con lievito madre a tartare di carne o pesce, dai primi al forno ai carpacci, da taglieri con prodotti DOP e IGP con salsiccia cruda di Chianina e porchetta di ariccia a bruschette al pane nero, pietanze talmente appetitose da non poter resister loro e ideali per essere accompagnate da un’ottima birra, magari seduti in uno dei tavoli fuori che creano un’atmosfera perfetta per regalarsi un momento di relax.

 

 

Massimiliano che birre proponi e quali sono le loro caratteristiche?

 

L’interno del locale

«Abbiamo cinque vie alla spina e ora siamo brand ambassador di Lord Chambray, un birrificio nato un anno fa a Malta. Teniamo molto al progetto che abbiamo con loro che occupa tutta la nostra via alla spina. Per esempio, a Birralonga abbiamo presentato una birra in collaborazione. Comunque abbiamo tanti altri prodotti a livello locale e nazionale come il Birrificio del Ducato o il Birrificio del Borgo, piuttosto che il Birrificio della Granda in una zona prettamente vinosa. A livello internazionale abbiamo Speakeasy e St. Peter’s, uno americano e uno inglese. Non dimentichiamo i grandi classici del Belgio. Abbiamo tra spina, bottiglie e lattine circa ottanta referenze. La nuova scommessa sono per noi le lattine che si presentano come una nuova frontiera birraia. Ne teniamo un’ampia scelta con referenze di un certo calibro quali Moor per l’Inghilterra, Tool per la Danimarca Stone per l’America e Brewdog per la Scozia. Tutti birrifici che hanno una qualità molto alta. Inoltre, abbiamo un occhio di riguardo per i Sidri. Un progetto nato quattro anni fa a cui abbiamo creduto da subito e che sta dando grandi soddisfazione.»

 

 

Prediligi uno stile?

 

«Puntiamo ad avere i nostri birrifici di riferimento e proporre una vasta gamma su questi. Intorno a loro cerchiamo di far girare altre referenze diverse. Una tipologia madre non l’abbiamo ma tentiamo di toccare tutti gli stili birrai. Personalmente prediligo l’amaro ma ogni birra gode del suo momento in base alla stagione, alla giornata e il piatto che hai davanti. »

 

 

Fai molto riferimeno a Lord Chambray, che stile hanno le loro birre?

 

Le vie alla spina e il titolare del locale

«La loro tipologia parte dallo stile anglosassone come la Fungus Rock Dry Stout, la San Blas Ipa e la Special Bitter che è a bassa gradazione e perfetta per il periodo estivo.A queste tre abbiamo anche studiato delle tapas da gustare in abbinamento. Ovviamente si concedono volentieri altre sfumature come l’ultima nata che è Psy-Kolsch con luppolo Bio, la Blanche nonché Blue Lagoon e la Gose che è la Flinders Rose, fatta con i fiori del cappero di una salina presente a Gozo. Certo che noi dobbiamo essere aperti a tutti gli stili birrai per accontentare tutti, anche i meno esperti, ma questo fa si che anche per noi ci sia un arricchimento dal punto di vista di gusti e stili nuovi da conoscere e proporre.»

 

 

Parlami della tua White IPA in collaborazione con Lord Chambray..

 

«L’abbiamo concepita assieme. Ho avanzato un’idea coerente con il periodo dell’anno e con i miei gusti personali e, grazie alla loro competenza, siamo riusciti a trovare una ricetta che ha accontentato sia il pubblico di Birralonga che i nostri clienti abituali. Preparata con fiocchi d’avena e frumento, luppolo cascade americano e Dr Rudy neozelandese. Presenta aromi tropicali e resinosi e ha un finale amaro rinfrescante. E’ una birra che ha avuto successo, ad edizione limitata, e che ha attirato molta curiosità. Momentaneamente la teniamo fino ad esaurimento fusti e poi sicuramente verrà riproposta in un secondo tempo. Abbiamo stretto collaborazioni con altre realtà anche al di fuori del centro storico che hanno apprezzato il prodotto. E’ stato soddisfacente.»

 

 

Una bella iniziativa. Ma di iniziative in agenda ne hai altre?

 

«I prossimi eventi in programma saranno sicuramente la nostra presenza con Lord Chambray durante il Genova Beer Festival il 7,8 e 9 luglio. L’11 luglio al MaCheGotti avremo un altro evento, sempre con Lord Chambray dove ad ogni sorso saremo guidati da uno dei maggiori esperti birrai mondiali, il guru genovese Lorenzo “Kuaska” Dabove. Durante la degustazione il ristorante Gesino di Bavari si occuperà di due abbinamenti su cinque proposte. Il 21 luglio, invece, in programma al MaCheGotti, avremo una serata Sidri e cibo. Successivamente, il 23 di luglio, ci sarà la Birralonga in Val di Vara alla quale saremo presenti insieme ad altre due realtà genovesi. »

 

 

MaCheGotti si trova in Piazza Matteotti 76r, a due passi da Palazzo Ducale.

Numero di telefono: 334 264 7406

Facebook: https://www.facebook.com/MaCheGotti/

 

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Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Claudio Cabona, Giovanna Ghiglione e Giulio Oglietti. Le foto sono a cura di Emilio Scappini. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela Biagini

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