LA TORRE GRIMALDINA RESTITUITA ALLA CITTÀ: DOPO IL RESTAURO RIPRENDONO LE VISITE GUIDATE ANCHE INTERATTIVE

Di il 17 Aprile 2026

La struttura, simbolo della Superba, da domani 18 aprile torna ad accogliere visitatori e turisti per raccontare attraverso i suoi piani la storia della città. Dopo l’intervento di rinnovamento arriva anche il progetto culturale Genova At The Top e il podcast di Chora

GENOVA – La Torre Grimaldina di Palazzo Ducale da domani, 18 aprile, torna fruibile alla cittadinanza. Genovesi e turisti potranno risalire sulla “Torre del popolo” per ammirare la Superba dall’alto ammirando così la città vecchia, il porto antico fino alle sue alture e al promontorio di Portofino.

La ristrutturazione della Torre, simbolo del potere politico esercitato prima dal Comune e poi dalla Repubblica, si inserisce nell’ambito del progetto “Palazzo Ducale: rendere accessibile il Palazzo per rendere accessibile la città” realizzato con i fondi del PNRR dedicato ai musei non statali.
Un progetto che vede la sua nascita nel 2022 con il Consiglio direttivo e la Direzione precedente e che è giunto al termine interessando non soltanto gli aspetti strutturali e architettonici del Palazzo ma anche biglietteria, bookshop e tutti quei servizi fondamentali per visite anche digitali.

Guarda qui il servizio con le interviste:

La storia della Torre

La sua costruzione risale alla fine del XIII secolo, quando venne deciso di organizzare l’amministrazione comunale in un’unica sede.
All’epoca Genova stava vivendo il momento di pieno sviluppo e le torri erano proprio simbolo di quel prestigio e quella ricchezza, non avevano infatti funzione difensiva ma puramente sociale e rappresentativa dell’aristocrazia mercantile.

La Torre, che faceva parte degli edifici preesistenti, divenne presto la “Torre del popolo”. La sua funzione era duplice: da un lato, attraverso la campana posta nell’ultimo livello, scandiva i momenti salienti della vita cittadina, e dall’altro era un carcere per ribelli, prigionieri politici, condannati speciali.

La Torre è rimasta un carcere fino al XIX e al XX secolo, le sue celle sono state l’ultima dimora di numerosi patrioti risorgimentali, tra cui Jacopo Ruffini, e tra le sue mura sono stati incarcerati numerosi oppositori politici del regime fascista.
Tra gli “ospiti” della Torre anche Niccolò Paganini che nel 1815 fu incarcerato con l’accusa di ratto di minore e sfruttamento della prostituzione. Il violinista, che già da tempo era un affermato musicista, fu scagionato e liberato dietro il pagamento di 1.200 lire quale indennità di rimborso al padre della giovane.

I graffiti che popolano la Torre raffiguranti velieri, cavalieri e perfino mongolfiere, sono la testimonianza evidente del desiderio di evasione dei detenuti che ne hanno riempito le celle
Nel corso dei secoli la Torre ha subito diverse modifiche, legate soprattutto alla sua funzione di carcere, con il dimezzamento dei piani e le variazioni sulle finestre: l’ultimo intervento risale al XVII secolo, quando l’intero Palazzo fu rinnovato in chiave rinascimentale dall’architetto Andrea Ceresola (detto il Vannone). Quello che vediamo oggi è in realtà il risultato del restauro in stile condotto da Orlando Grosso negli anni Trenta del Novecento, che aveva cercato di riportare alla luce l’aspetto medievale della Torre, liberandola dell’impronta seicentesca di matrice vannoniana e ricostituendo l’originaria suddivisione dei piani.

I lavori alla Torre

Per un lungo periodo la struttura è rimasta celata da ponteggi mentre veniva sottoposta all’intervento di conservazione e restauro che ne hanno interessato sia gli spazi interni che e sterni.
Il lavoro, in accordo con la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio e l’Università di Genova, ha permesso l’inserimento di una nuova scala metallica interna che rende possibile il raggiungimento della cima in sicurezza senza alterare però l’identità storica della Torre.

Durante le operazioni di restauro sono tornate alla luce tracce del passato, dettagli, disegni e incisioni che testimoniano la lunga storia della struttura usata, nel passato, anche come prigione.
Il risultato finale è stato possibile grazie al lavoro che ha visto la collaborazione del personale di Fondazione per la Cultura, la stazione appaltante Rup, progettisti e tutte le maestranze specializzate sotto la supervisione della Soprintendenza.
(informazioni sul sito www.atthetopgenova.it)

I Progetti di Palazzo Ducale
Il progetto “Palazzo Ducale: rendere accessibile il Palazzo per rendere accessibile la città” ha come obiettivo l’individuazione di proposte per l’eliminazione delle barriere presenti al fine di garantire un’accessibilità intesa nella sua accezione più ampia che costituisce ancora una criticità per i luoghi della cultura italiana.

Il piano di Palazzo Ducale si è articolato in diversi ambiti:

Accessibilità dall’esterno con lo sviluppo di un nuovo sito web conforme agli standard dell’accessibilità e realizzazione di un sistema via web per le prenotazioni e l’acquisto degli eventi di Palazzo Ducale
Percorsi orizzontali e verticali: ampliamento del percorso all’interno della Torre Grimaldina, uno dei simboli di Genova che fino al 2022 era stata visitabile solo in minima parte e da un numero limitato di persone in contemporanea, da sabato sarà accessibile lungo un percorso esteso fino alla terrazza. L’intervento è stato realizzato in collaborazione con UniGe.
Raggiungibilità e accesso ai percorsi e ai diversi servizi: interventi sui bagni esistenti ai fini dell’utilizzo anche da parte di persone con ridotta mobilità o disabilita.
Percorsi museali: implementazione di strumenti tecnologici innovativi come mappe 3D per favorire l’interazione e l’inclusività con sviluppo di un sistema multisensoriale per incrementare la tattilità di porzioni della mappa 3D come strumento divulgativo. Sviluppo di una App che renda le informazioni accessibili anche per cittadini con disabilità visiva, uditiva, linguistica e motoria.
Segnaletica accessibile e sistemi ad induzione per ipoudenti: è stata realizzata una segnaletica inclusiva, utilizzando supporti visivi adeguati a diverse disabilità e sono stati installati dispositivi che migliorano la percezione uditiva per chi utilizza apparecchi acustici nelle sale convegni del Palazzo.

Tutti gli interventi sono stati realizzati prestando la massima attenzione agli ambienti storici dell’edificio e alla reversibilità degli elementi facilitando le eventuali modifiche future, in accordo con la
Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio.
Il progetto è finanziato tramite Avviso pubblico per la presentazione di Proposte progettuali di intervento per la rimozione delle barriere fisiche, cognitive e sensoriali dei musei e luoghi della cultura pubblici non appartenenti al Ministero della Cultura.

A raccontare la storia di Genova e della sua Torre sarà anche il podcast “Grimaldina – Una Torre da scoprire”, prodotto da Chora, online su tutte le piattaforme di streaming e accompagna gli ascoltatori alla scoperta della struttura che è il “cuore verticale” di Palazzo Ducale
A dare vita e voce al racconto storico di Genova e della sua “Torre del Popolo” sono Davide Savelli, con la partecipazione di Antonio Musarra, Gaia Leandri e Franco Melis.
Attraverso quattro episodi Savelli, aiutato da studiose ed esperti, parla dell’architettura del potere repubblicano, della trasformazione della torre in carcere e delle vicende dei suoi più famosi prigionieri.
Tra aneddoti, riflessioni ironiche e suoni evocativi, la serie racconta sette secoli di storia genovese con uno sguardo partecipe e meravigliato, intrecciando curiosità, memoria e libertà.
Anche la realizzazione di questo podcast fa parte del progetto “Palazzo Ducale. Rendere accessibile un palazzo per rendere accessibile una città”

La riapertura della Torre Grimaldina e la sua restituzione ai visitatori si inserisce nel più ampio progetto di “Genova e le trasformazioni urbane” che il Comune promuove nel 2026.
Attraverso mostre, conferenze, ed eventi diffusi sul territorio cittadino l’iniziativa mira a far conoscere e riscoprire la storia dell’evoluzione storica e architettonica della città offrendo una più ampia panoramica non solo sul passato di Genova ma anche sul suo futuro.

Il progetto coinvolge numerosi soggetti istituzionali e culturali cittadini, in dialogo con il Comune di Genova, tra cui, oltre a Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, la Fondazione Ordine Architetti l’Arcidiocesi, l’Accademia Ligustica di Belle Arti, i Musei Nazionali, l’Università, la Soprintendenza, il Teatro Carlo Felice, il Teatro Nazionale, il Teatro della Tosse e numerose altre realtà genovesi.
A Palazzo Ducale si svolgerà anche la mostra fotografica “Genova appena ieri” e, nell’autunno, prenderà avvio il progetto “Di terra, di mare e dell’aria. La Grande Genova raccontata dalle sue infrastrutture”, un ciclo di incontri organizzato in collaborazione con la Fondazione Ordine Architetti. A ciascun incontro sarà abbinata una visita guidata a luoghi significativi, a cura dell’associazione inGE – per la diffusione della cultura e del patrimonio industriale.

Genova At The Top

Il restauro porta anche novità come Genota At the Top il nuovo progetto culturale che offre ai visitatori un’esperienza immersiva tra storia, panorama e innovazione per riscoprire uno dei simboli della città.
Da domani al via le prenotazioni per scoprire la più bella vista sul mare di Genova e visitare le storiche carceri
Il nuovo progetto culturale di Opera Laboratori trasforma uno dei luoghi più iconici della città in un’esperienza immersiva, capace di coniugare memoria storica, tecnologia e visione contemporanea.
Il percorso di visita accompagna il pubblico attraverso le antiche carceri, che grazie a un sistema integrato di luci, suoni e proiezioni immersive faranno rivivere ai visitatori l’esperienza delle celle.

La salita alla torre diventa così un viaggio simbolico: dalla dimensione oscura della reclusione alla luce della terrazza panoramica, accompagnati da una colonna sonora immersiva che amplifica il passaggio tra costrizione e libertà, tra passato e presente.
La gestione della Torre Grimaldina e del bookshop è affidata a Opera Laboratori, realtà leader nel settore dei beni culturali con oltre trent’anni di esperienza nella valorizzazione e gestione di importanti siti museali e monumentali italiani tra cui Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello, Duomo di Firenze e gli Scavi Archeologici di Pompei.

Una riapertura che si configura come un momento di condivisione ridando ai cittadini uno dei luoghi simboli della storia del capoluogo ligure.
Un percorso che rende Palazzo Ducale ancora più inclusivo e accessibile con nuovi strumenti e possibilità per usare la storia come strumento di valorizzazione e progresso verso il futuro della città.

Su Redazione

Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela Biagini

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