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LA MAGIA DEI SAPORI TRADIZIONALI INVADE LE TAVOLE DELLA SUPERBA: MA COSA MANGERANNO I GENOVESI A NATALE?
Cosa cucinano gli abitanti del capoluogo ligure durante le feste? Quali sono i piatti che non possono mancare nelle cucine il 25 dicembre? Sono svariate le ricette della tradizione natalizia che saranno protagoniste del Natale ligure: abbiamo provato a immaginare quali saranno le prelibatezze presenti nelle cucine nel periodo più scintillante dell’anno
di Alessia Spinola
GENOVA – Cosa mangiano i genovesi a Natale? Quali sono i piatti che non possono mancare nelle tavole il 25 dicembre? Che sia pranzo o cenone, ci sono alcune ricette che nelle feste costituiscono un’esperienza culinaria ricca di storia, sapore e tradizione, celebrando il legame tra passato e presente. Pandolce, ravioli con il tuccu, natalini in brodo, stoccafisso, cappon magro e molto altro: sono svariate le ricette della tradizione natalizia che saranno protagoniste del Natale dei genovesi, di seguito un elenco.
FOCACCIA
Negli antipasti del Natale genovese una protagonista indiscussa è certamente la focaccia. Alta, bassa, più o meno unta, la focaccia mette d’accordo tutti, grandi e piccini, e rappresenta uno dei simboli della tradizione genovese. Consumata sin dalla colazione insieme al cappuccino, nel Medioevo la focaccia veniva consumata anche durante i matrimoni e addirittura in occasione dei funerali, fino a quando il vescovo di Genova Matteo Gambaro finì per proibire la sua consumazione in chiesa durante le funzioni.

Questa prelibatezza ligure ha catturato l’interesse anche di Gambero Rosso, il quale ha stilato una classifica dei migliori panifici di Genova, ecco quali sono: https://www.goamagazine.it/focaccia-e-pesto-genovese-ecco-le-migliori-eccellenze-secondo-gambero-rosso/
RAVIOLI AL TUCCU

Sicuramente tra i primi piatti più gettonati della tradizione genovese non solo a Natale, ma tutto l’anno. La sua peculiarità sta nel fatto che il sugo, anziché essere preparato con il macinato, è fatto con un pezzo di carne unico, ovvero il “tuccu“. La parola d’ordine per preparare questo piatto è lentezza. Il sugo infatti deve cuocere almeno 3 ore e anche la realizzazione dei ravioli richiede tempo e pazienza.
NATALINI IN BRODO

Così abituali a Genova e a Savona il 25 dicembre da essere chiamati “Natalini“, i maccheroni in brodo sono un piatto tipico della tradizione natalizia genovese. I Natalini, in realtà, non hanno niente in comune con i maccheroni di oggi: sono penne lisce dalla lunghezza di circa venti centimetri e dalla forma leggermente ovale che non vanno spezzati, ma cotti così come sono. Per quanto riguarda il brodo, invece, secondo la tradizione un tempo doveva essere composto da brodo di manzo, di cappone e di maiale.
CAPPON MAGRO
Antico piatto a base di pesce e verdure, il Cappon Magro è in origine il pasto dei pescatori o della servitù, che veniva consumato direttamente sulle barche oppure riutilizzato dagli avanzi dei banchetti. Oggi è considerato un piatto molto ricercato, di difficile preparazione. La ricetta antica è stata resa più ricca e coreografica già durante il periodo Barocco, quando iniziò a essere decorato con salse e gamberi, uova e altre prelibatezze.

STOCCAFISSO

Anche questo è un piatto molto amato dai genovesi non solo a Natale e le sue origini risalgono all’epoca medioevale. In quel periodo, infatti, il merluzzo artico norvegese arriva a Genova grazie ai contatti con le popolazioni del nord Europa e da quel momento si diffonde per tutta la Superba sia secco, sotto forma di stoccafisso, che salato, ovvero il famoso baccalà.
CIMA ALLA GENOVESE
Quello che oggi è diventato un piatto gourmet ha in realtà origini molto povere. La cima non è altro che un pezzo di carne di pancia di vitello che viene tagliato in modo da formare una tasca, per essere poi farcito da numerosi ingredienti. In antichità era un piatto “di recupero“, realizzato con diversi avanzi e reso gustoso grazie alle massaie.

PANDOLCE

Che sia alto o basso, il pandolce è senza dubbio il re delle feste natalizie e già da settimane le vetrine delle pasticcerie ne sono ricolme. Il pandolce rappresenta l’alternativa genovese al panettone classico e porta con sé una storia che risale al ‘500. Non tutti sanno che dietro a questo dolce ci sono delle leggende riguardo la sua provenienza e che esiste un vero e proprio rito per la sua consumazione. Per scoprire la storia completa: https://www.goamagazine.it/genova-da-scoprire-il-rito-natalizio-e-le-leggende-del-pandolce-genovese/
CANESTRELLI

Per quanto riguarda il dolce, un’altra ricetta che non può mancare sulla tavola dei genovesi sono i canestrelli, dolci popolari le cui origini sono antichissime. Nel Canavese e nella Valle di Susa venivano preparati sin dal Medioevo con il nome di nebule e si offrivano in occasione di matrimoni, battesimi, feste religiose, o carnevale. Probabilmente più recenti sono i canestrelli di pasta frolla, che trovano la loro collocazione agli inizio del XIX secolo a Torriglia, tuttora centro principale di produzione di questo dolce nella classica ricetta, patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiUltime Notizie
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