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LA FESTA DELLA FOCACCIA DI RECCO SCELTA TRA LE MIGLIORI SAGRE DALLA GUIDA DI SLOW FOOD. VIAGGIO TRA STORIA E TRADIZIONE
La manifestazione è l’unica realtà ligure selezionata tra i diciotto eventi recensiti da “Sagre d’Italia” e le sono stati dedicati racconti illustrati e approfondimenti, ma com’è nata questa iniziativa? Di seguito un tuffo nel passato per scoprirne le origini e gli sviluppi
di Alessia Spinola
GENOVA – È stata inserita nella guida “Sagre d’Italia” di Slow Food Editore la Festa della Focaccia di Recco, unica realtà ligure selezionata tra i diciotto eventi recensiti dalla guida a cura di Donatella Alquati e Giorgio Minnino, frutto di una scrematura da un totale di novecento manifestazioni. Alle iniziative scelte sono stati dedicati racconti illustrati e approfondimenti.
Quest’anno la Festa della Focaccia di Recco è fissata per domenica 26 maggio e prevede come sempre la distribuzione gratuita della specialità recchese. All’interno della guida, nella parte dedicata a questa iniziativa, vengono raccontate le origini, la storia e le leggende della tipica focaccia al formaggio, con anche una menzione al raggiungimento della certificazione Igp nel 2015. Così la descrivono gli autori: “Ogni anno a fine maggio Recco si veste a festa per celebrare il suo piatto simbolo, un appuntamento che vede i panifici storici e il Consorzio impegnati nella distribuzione gratuita già dalla mattina della focaccia con e senza cipolle e al pomeriggio con quella di Recco Igp”.
Oltre al racconto dell’evento, in “Sagre d’Italia” si trova anche una spiegazione su come raggiungere Recco e cosa vedere nei dintorni, insieme ovviamente a una descrizione più dettagliata della focaccia che rappresenta ormai uno degli street food più apprezzati a livello nazionale.
LA STORIA DELLA FOCACCIA AL FORMAGGIO E DELLA SUA FESTA

Si dice che nel 1500 e 1600 la spiaggia di Recco era meta degli sbarchi dei corsari saraceni e perciò i soldati del vecchio forte genovese sparavano dei colpi di cannone insieme a qualche salva di moschetto per allarmare la popolazione. A questo punto gli uomini si disponevano per la difesa, mentre le donne, gli anziani e i bambini fuggivano verso le colline per evitare di cadere in mano ai corsari e di finire prigionieri sulle sponde africane.
Per sopravvivere portavano con se un po’ di farina, qualche manciata di sale e un po’ d’olio. Sulle colline, infatti, le donne, una volta in salvo, impastavano la farina con l’acqua dei torrenti, con l’aggiunta di sale e olio, mentre gli anziani si occupavano di raccogliere la legna e accendere il fuoco, attenti però a non fare fumo. Il cibo veniva cotto su delle lastre d’ardesia che si arroventavano sulle braci. C’erano però anche altre persone che si premuravano di barattare con i contadini della zona del sale e dell’olio in cambio di formaggio: a questo punto le donne furono in grado di cucinare la focaccia arricchita con il formaggio. Tiravano e stendevano la pasta in sfoglie molto sottili, vi appoggiavano sopra dei pezzetti di formaggio molle e ricoprivano il tutto con un’altra sfoglia, altrettanto sottile, su cui facevano cadere qualche goccia d’olio e di sale: è così che nasce la celebre focaccia al formaggio di Recco.
Sul finire del 1800, quando Recco contava circa tremila abitanti, ritroviamo la Focaccia di Recco col Formaggio nei cinque forni cittadini che vendevano esclusivamente focacce liguri, uno di loro esiste ancora oggi (forno Moltedo). Alla fine dell’800 aprono a Recco le prime trattorie con cucina, ed a quei tempi la Focaccia col Formaggio veniva proposta unicamente nel periodo di celebrazione dei morti, ma poi grazie all’intraprendenza degli allora panificatori e ristoratori di oggi (Manuelina, Vittorio, Vitturin, le famiglie Moltedo e Tossini fra i più conosciuti), il prodotto tipico recchese vide il suo sviluppo commerciale e d’immagine.
Nel 1955 nasce la prima Festa della Focaccia di Recco col Formaggio, promossa dai ristoratori e dai fornai dell’intera città. Nel frattempo viene costruita, raggiungendo la Riviera di Levante, l’autostrada Genova-Livorno, e Recco, grazie all’apertura del casello autostradale, vede un incremento notevolissimo dell’afflusso turistico.
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiMessaggi correlati
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