«IL MIO DELLA VALLE NEL CASO TORTORA. ECCO CHE REAZIONI PROVOCHERÀ LA SERIE PORTOBELLO»

Di il 18 Febbraio 2026

Dopo il grande successo a Venezia, l’attore genovese Davide Mancini, interprete del legale di Enzo Tortora nel 1983, si racconta a GOA Magazine e svela segreti e curiosità sul ruolo scelto dal regista Marco Bellocchio a pochi giorni dell’uscita in streaming della serie

GENOVA – L’anno è il 1983. Il camorrista Giovanni Pandico decide di pentirsi e fa un nome, quello di Enzo Tortora, il conduttore di Portobello e re della tv italiana. Parte così un’odissea giudiziaria che lo porterà ad essere condannato a dieci anni di carcere in seguito al maxiprocesso alla Nuova Camorra Organizzata. Nel 1986 arriva l’assoluzione definitiva, ma nel 1987 Tortora muore a causa di un tumore ai polmoni a soli 59 anni. HBO Max ne ha fatto una miniserie di 6 puntate disponibile in streaming dal 20 febbraio per la regia di Marco Bellocchio che, dopo Esterno Notte, torna a dirigere Fabrizio Gifuni per raccontare uno dei casi più controversi e delicati della recente storia italiana. Al sua fianco nel ruolo di Raffaelle Della Valle, legale di Enzo Tortora, il genovese Davide Mancini, uno degli attori emergenti del panorama italiano formatosi proprio alla scuola del Teatro Stabile.  Insieme Fabrizio Gifuni/Tortora e a Mancini/Della Valle, figurano nel cast anche Lino MusellaBarbora BobulovaRomana Maggiora VerganoFederica FracassiCarlotta GambaGiada FortiniMassimiliano RossiPier Giorgio BellocchioAlessio PraticòGianfranco Gallo e un cameo di Alessandro Preziosi.

Davide Mancini, mancano pochi giorni al debutto sul piccolo schermo di Portobello. Dopo il battesimo di fuoco al Festival di Venezia che tipo di reazione ti aspetti dal pubblico televisivo?

La locandina della serie Portobello

C’è un misto di emozione e curiosità per capire che tipo di risposte darà. A Venezia, a settembre, fu una grande sorpresa: i nove minuti di applausi non sono stati soltanto un tributo formale, ma un’onda collettiva di emozione, un riconoscimento che andava oltre la semplice fruizione dello spettacolo. In mezzo c’è stato anche l’uscita a Roma che dal cast è stata vissuta come una sorta di rito collettivo. All’epoca dei fatti la vicenda giudiziaria scaturì sensazioni opposte e divisive, non ci fu sospensione del giudizio riguardo alla presunta colpevolezza di Tortora, che poi in seguito fu assolto da tutte le accuse. Oggi mi auguro che la reazione sia più riflessiva e profonda rispetto a quanto non lo sia stata allora.

Perché è giusto riproporre una vicenda di oltre 40 anni fa nella realtà di oggi?

Bellocchio in questo è un maestro, cosa che fece già con Esterno Notte. Portare in scena una storia che appartiene non solo alla memoria della famiglia Tortora, ma a un intero Paese, significava muoversi con delicatezza e rispetto. Ogni scelta interpretativa è stata guidata dall’idea di restituire umanità e verità, senza enfasi superflue. La serie è molto fedele alla realtà dei fatti per cui ritengo provocherà sentimenti misti di incredulità, sete di giustizia e riflessione. Non ti consegna risposte preconfezionate, ma ti invita a guardare più a fondo, a rimanere inquieto e vigile. I protagonisti sono portatori di quei messaggi lì.

Cosa eredita Davide Mancini dal ruolo dell’avvocato Della Valle e in che modo cambia il ruolo di un attore dopo aver interpretato una parte così lontana nel tempo?

Accettare quel ruolo significava anche accettare una sfida con me stesso: convincere Bellocchio è stato un privilegio, ma convincermi di esserne all’altezza è stata la vera conquista. Della Valle è un personaggio che ho dovuto studiare in modo molto profondo, ha molte sfumature che vanno analizzate a fondo, provate e riprovate. Pensa che Bellocchio prima di scegliermi mi fece fare cinque provini. E’ un personaggio che ha portato solidità e lucidità a Tortora in un momento di caos generale. Quella stabilità e pacatezza si è riflettuta anche nel personaggio che ho interpretato, figura equilibratrice tra verità e percezione. La difficoltà più grande, però, è stata rendere il rapporto di amicizia tra Della Valle ed Enzo Tortora. Non bastava raccontare il legale che difende il suo cliente: bisognava far emergere la dimensione più intima, quella fiducia reciproca che nasce quando la legge incontra l’umanità. Trovare la misura di questo legame è stato forse l’aspetto interpretativo più delicato.

Cosa si prova a recitare in una serie diretta da Marco Bellocchio?

Non è la prima volta che recito in una serie diretta da Marco Bellocchio, quindi posso dire con una consapevolezza sempre maggiore che lavorare con lui significa immergersi in un universo che non è mai soltanto narrativo, ma profondamente umano e politico. Bellocchio ti chiede di abitare il personaggio con un rigore quasi etico, di interrogarti su ciò che porti in scena e sul peso delle tue scelte interpretative. Non è un lavoro che rimane in superficie: ti conduce con grande abilità, rispetto e stima e questo facilita molto il lavoro dell’attore, nei vari progetti si è preso cura delle mie fragilità e mi ha aiutato ad affidarle ai vari personaggi che ho interpretato. In scena, ho cercato di non imitare, ma di farmi attraversare dal senso etico e affettivo che li univa. Lavorare su Della Valle, in questo senso, non è stato solo prepararsi a un ruolo, ma interrogarmi profondamente sul significato dell’amicizia, della lealtà e del coraggio di stare accanto a qualcuno quando tutto il mondo sembra voltargli le spalle.

Altri progetti in cantiere? Puoi svelarceli?

A marzo uscirà per la RAI la serie Guerrieri – La regola dell’equilibrio con protagonista Alessandro Gassmann, adattamento del romanzo di Giancarlo Carofiglio. Io interpreterò Quintavalle, un pregiudicato barese ma soprattutto un personaggio agli antipodi rispetto al Della Valle di Portobello. Poi quest’estate sarò impegnato in una spettacolo teatrale di cui però non posso anticiparne i contenuti.

Su Redazione

Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela Biagini

Devi essere loggato per postare un commento Accedi

Lascia un commento