“IL CAMPIELLO”, LA VENEZIA DI GOLDONI VA IN SCENA AL TEATRO CARLO FELICE

Di il 11 Marzo 2026

L’opera, in programma il 13, 15 e 18 marzo, racconta con ironia e leggerezza la vita di una piccola comunità nella Venezia del Settecento. Accanto alle recite sono previsti incontri di presentazione, introduzioni all’ascolto prima degli spettacoli e una versione dedicata agli studenti delle scuole.

GENOVA – La stagione lirica del Teatro Carlo Felice prosegue con “Il campiello” di Ermanno Wolf-Ferrari, opera ispirata alla commedia omonima di Carlo Goldoni, in scena venerdì 13 marzo alle ore 20, domenica 15 marzo alle ore 15 e mercoledì 18 marzo alle ore 20. L’opera racconta intrecci amorosi, gelosie e rivalità che animano la vita quotidiana di un campiello veneziano. Accanto alle recite sono previsti anche incontri di presentazione e introduzioni all’ascolto prima di ogni spettacolo, mentre il 17 marzo alle ore 11 sarà proposta una versione dedicata agli studenti nell’ambito del progetto education del teatro.

«Portare Il campiello al Teatro Carlo Felice – dichiara il sovrintendente Michele Galli – significa accogliere nel nostro cartellone un titolo poco eseguito che ci fa scoprire una Venezia musicale non da cartolina, uno scorcio di comunità settecentesca fatta di relazioni e anche di conflitti che hanno origine nel teatro immortale di Goldoni. In una città come Genova, che con Venezia condivide una storia marinara e una forte identità urbana, questo titolo assume un significato particolare: racconta una collettività che si riconosce nel proprio spazio, come accade intorno al nostro Teatro. Wolf-Ferrari restituisce con misura e raffinatezza il respiro corale di Goldoni e lo fa con una scrittura che unisce chiarezza e profondità. È un’opera rara che merita di essere riscoperta e che si inserisce nel percorso della nostra Stagione, attenta tanto ai grandi capolavori del repertorio quanto ai titoli meno frequentati».

L’opera racconta intrecci amorosi, gelosie e rivalità che animano la vita quotidiana di un campiello veneziano

Composta nel 1936 e rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano, Il campiello appartiene al cosiddetto “ciclo goldoniano” di Wolf-Ferrari, compositore veneziano nato nel 1876 da padre tedesco e madre italiana. La sua formazione – divisa tra Venezia e Monaco di Baviera – ne segna profondamente lo stile, in equilibrio tra chiarezza formale e raffinatezza armonica, tra nostalgia settecentesca e sensibilità novecentesca. Goldoni fu per Wolf-Ferrari un riferimento costante, quasi un legame identitario. Non si tratta di un semplice recupero filologico: Il campiello è una reinvenzione musicale di quel microcosmo popolare che anima la commedia goldoniana, depurata dagli aspetti più marcatamente sociali e concentrata su un affresco corale di vita quotidiana.

La vicenda si svolge nel Settecento, in una piccola piazza veneziana – un campiello appunto –, tra gelosie, corteggiamenti, schermaglie e piccoli conflitti domestici. Al centro, la giovane Gasparina, desiderosa di emanciparsi dal ristretto orizzonte del campiello, e il Cavaliere Astolfi, forestiero affascinante e un po’ avventato. Attorno a loro si muove una comunità intera: madri vedove, fidanzati gelosi, venditori ambulanti, pettegolezzi e improvvise riconciliazioni.

Dal punto di vista musicale, Wolf-Ferrari recupera il modello dell’opera buffa settecentesca – grandi finali d’atto, intrecci serrati, alternanza di sezioni contrastanti – ma lo rilegge con una scrittura orchestrale attentissima al colore. Il breve preludio introduce una “tinta” malinconica con una melodia sospesa che tornerà ciclicamente fino all'”addio a Venezia” conclusivo. Questo motivo, che non appartiene a un singolo personaggio ma all’insieme, diventa simbolo della città stessa, presenza evocata con nostalgia e discrezione. La scrittura vocale privilegia un declamato fluido, modellato sulle inflessioni della parola, in cui il dialetto convive con l’italiano secondo la distinzione sociale propria della commedia goldoniana. L’orchestra struttura l’azione, sottolinea ingressi e uscite, caratterizza i personaggi attraverso motivi ricorrenti e contrasti timbrici.

Anche per Il campiello il Teatro Carlo Felice propone un percorso di divulgazione articolato con i consueti due incontri di presentazione al Teatro Auditorium Eugenio Montale: giovedì 5 marzo, alle ore 18, Venezia tra ironia e vita quotidiana appuntamento con gli studenti del Liceo Musicale “Sandro Pertini” che – in collaborazione con l’Associazione Carlo Felice Young – presentano l’opera ai loro coetanei e a tutti coloro che vogliono partecipare; sabato 7 marzo, alle ore 16 – in collaborazione con gli Amici del Teatro Carlo Felice e del Conservatorio “Niccolò Paganini” – conversazione con Massimo Arduino intitolata Il campiello. Le allegre comari di Venezia. Poi non mancano le introduzioni all’ascolto di circa 30 minuti che gli spettatori delle singole recite potranno seguire in Sala Paganini, da 45 minuti prima dell’inizio, a cura degli allievi del Conservatorio “Niccolò Paganini” con il coordinamento di Federico Pupo direttore artistico del Carlo Felice.

Informazioni

Biglietti da 15 a 100 euro / riduzioni Under18 – Over60 e disabili

Per le attività del 22 gennaio > (Biglietti per persone con +75% di disabilità e relativi accompagnatori): palchi e fila 32: 30 euro – Secondo settore: 37,50 euro

Biglietterie

Teatro Carlo Felice Galleria Cardinal Siri 6 – 16121 Genova

Apertura da lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 19.

Per gli spettacoli serali o i concerti la domenica mattina l’apertura è un’ora prima dell’inizio e la chiusura 15 minuti dopo l’inizio. Per gli spettacoli pomeridiani o serali di domenica l’apertura è due ore prima dell’inizio e la chiusura 15 minuti dopo l’inizio.

Teatro Della Gioventù Via Cesarea 16 – 16121 Genova

Consultare il sito per i periodi e gli orari di apertura

Biglietteria on-line vivaticket.com

Informazioni Teatro Carlo Felice

Telefono +39 010 5381.433 oppure +39 010 5381.399 e-mail: biglietteria@carlofelice.it

Su Redazione

Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela Biagini

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