“Cucire il mondo” giunge all’epilogo: al Galata Luigi Dellatorre prsenta il libro ufficiale della mostra

Di il 4 Marzo 2026

GENOVA – Al Galata Museo del Mare si avvia alla conclusione la mostra “Cucire il mondo” dell’artista Luigi Dellatorre, progetto che intreccia arte contemporanea e riflessione sui grandi temi del presente. Giovedì 5 marzo alle ore 17.30 il museo ospita il finissage dell’esposizione con la presentazione del libro ufficiale della mostra, occasione per ripercorrere il progetto e incontrare l’artista. Al termine dell’incontro il pubblico potrà partecipare al firmacopie e dialogare direttamente con Dellatorre.

L’esposizione, a cura di Sandro Orlandi Stagl, presenta una selezione di opere realizzate negli ultimi anni dall’artista su tela jeans, materiale simbolico scelto da Dellatorre per la sua forte valenza universale: nato come tessuto da lavoro e divenuto emblema di condivisione culturale, il denim diventa nella sua opera la “pelle del mondo“, metafora di un pianeta da cucire e rigenerare.

Il progetto “Cucire il mondo” nasce da una riflessione profonda sui grandi temi contemporanei – migrazioni, crisi ambientali, conflitti, disuguaglianze e responsabilità collettiva – e trasforma un atto semplice come quello del cucire in gesto artistico e simbolico di connessione. Le cuciture presenti nelle opere non rappresentano semplici mappe geografiche, ma immagini evocative che richiamano l’unità, la fragilità e l’instabilità di un mondo interconnesso, invitando lo spettatore a pensare oltre i confini.

Di opera in opera, le rappresentazioni della Terra cambiano: talvolta evocano una Pangea originaria, altre volte mostrano derive continentali instabili e disgregate, ma in tutti i casi le mappe diventano un invito a una presa di coscienza globale e a mettere in atto comportamenti responsabili verso l’umanità e l’ambiente. Elemento centrale del progetto è la cucitura a zig zag, scelta intenzionalmente in opposizione alla linearità: un tracciato incerto e tortuoso che simboleggia le difficoltà, gli ostacoli e le contraddizioni che accompagnano ogni tentativo di cambiamento reale. Nelle opere, ricorrono gli otto colori primari delle bandiere di tutti gli Stati del mondo, utilizzati come richiamo simbolico alla necessità di superare i confini nazionali in nome di un bene comune superiore.    

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