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ANNAGAIA MARCHIORO ALLA TOSSE CON “FULMINATA”: «UN GRANDE CAOS CHE SI TRASFORMA IN QUALCOSA CHE BRILLA». L’INTERVISTA
Giovedì 19 marzo sul palco della Sala Trionfo l’attrice comica torna a Genova con uno spettacolo dalla regia di Teresa Mannino che racconta il passaggio all’età adulta in cui le fragilità e gli imprevisti diventano luminosa speranza
di Giorgia Di Gregorio
GENOVA – C’è un momento preciso in cui la vita smette di essere un domani e diventa un oggi, quando la previsione di quello che saremo e vorremo essere si fa una corsa ad ostacoli. È lì che nasce “Fulminata – la speranza è l’ultima a morire”, il nuovo spettacolo di Annagaia Marchioro in scena al Teatro della Tosse in data unica giovedì 19 marzo alle 20.30. Un lavoro che si muove tra teatro di prosa e stand-up, senza mai perdere il contatto diretto con il pubblico. Un secondo capitolo dopo “Fame mia!” in cui la crescita si fa più complessa, più disordinata, più vera.
Al centro c’è Maria Annagaia Isotta Riri, una protagonista che porta con sé sogni, inciampi e porte chiuse, incarnando non solo l’esperienza personale dell’autrice-attrice, ma anche quella di un’intera generazione in bilico. Con uno sguardo ironico e mai didascalico, lo spettacolo affronta temi contemporanei — dalla maternità alle contraddizioni sociali — trasformandoli in occasioni di riflessione condivisa.
Diretto da Teresa Mannino, “Fulminata” è uno spettacolo che fa ridere e pensare, senza mai appesantire. Un invito a lasciarsi sorprendere dalla vita, anche quando prende direzioni impreviste, e a riconoscere, proprio lì, una forma possibile di senso.
GOA Magazine ha intervistato la protagonista e autrice dello spettacolo Annagaia Marchioro per farsi raccontare quanto la vita ci renda fulminati, o quanto bisogna essere fulminati per affrontare questa vita.
Torni a Genova sul palco della Tosse con Fulminata dopo spettacoli molto amati dal pubblico come “Fame mia!” e “#Pourparler”. Che spettacolo è, invece, “Fulminata”, e come lo presenteresti a chi non l’ha ancora visto?
“Fulminata” è un buon mix dei miei lavori precedenti: è uno spettacolo di prosa che però mantiene assolutamente il rapporto col pubblico, senza la quarta parete. È una mia strada quella che sto cercando tre la comicità e la stand up, che è di fatto il teatro da cui io nasco e a cui appartengo. A livello pratico tecnico lo presenterei così. A chi ha visto i miei altri lavori lo presenterei come un secondo capitolo: se “fame mia”Fame mia!” era la storia di una bambina che diventava ragazza, questa è la storia di una ragazza che diventa una adulta.
La protagonista, Maria Annagaia Isotta Riri, ha una vita piena di desideri e sogni ma anche di porte chiuse in faccia. Quanto rappresenta la tua esperienza e quanto quella della generazione attuale di ‘adulti’?
Di me in questa storia c’è c’è un buon 70%. Sicuramente questa è una storia di riscatto: in una narrazione in cui prevalgono sempre i vincitori, questa è la storia degli sfigati, di quelli che stanno tra i vinti, che però in realtà non è vero. Essere sfigati significa solo accogliere tutto il caos e gli imprevisti e trasformarli in qualcosa che brilla. Questa è la storia di un grande caos che si trasforma in qualcosa che brilla.
Nello spettacolo affronti con ironia temi molto attuali – dal diventare genitori oggi al mondo degli influencer: qual è la domanda che più ti interessa porre al pubblico? E come risponderesti tu alla stessa?
Credo che le domande che si pone lo spettatore non sia una ma potrebbero essere tante. Io mi sono chiesta quale sarebbe stata la domanda con cui sarebbe uscito il pubblico. Teresa (Mannino) mi ha detto che non aveva importanza, che poteva non essere una sola, che va bene siano di più, che qualcuno poi ci pensa, qualcuno semplicemente si è divertito e va bene così. Di sicuro tutti coloro che lo hanno visto hanno detto che fa ridere e anche molto riflettere. Credo che sia un buon mix perché è uno spettacolo comunque politico – nel senso proprio di polis, del vivere tra gli esseri umani – ma non è affatto politico, non ha alcun riferimento alla politica, è proprio un’altro stile. È ovvio che, faccio un esempio, e questo è uno dei tanti temi che vengono trattati, nel momento in cui io racconto che desidero avere un figlio in Italia da donna single non posso accedere alla fecondazione assistita o a quella in vitro, non posso accedere all’adozione, e diventa automaticamente un argomento anche politico perché ci sarà qualcuno tra il pubblico che lo ha desiderato o qualcuno tra il pubblico si dirà “perché non possiamo permettere a una persona che lo desidera di diventare madre?”. Però questa non è una domanda che io pongo al pubblico, lo faccio con grande ironia. Quindi politico senza essere politico, così come estremamente femminista perché racconta di una grande forza di un gruppo di donne, di autodeterminazione. È molto, molto, molto comico, secondo me è davvero particolare.
Quindi la domanda potrebbe essere: c’è un senso in tutto questo groviglio che è la vita, che tante volte ti porta molto lontano da dove volevi andare e poi altre volte ti sorprende? La risposta di questo spettacolo è ovviamente sì, ha senso gettare sempre la speranza oltre l’ostacolo per andare a vedere che cosa succede.
“Fulminata” è diretto da Teresa Mannino: com’è stato lavorare con lei e cosa ha portato alla costruzione dello spettacolo?
Lavorare con Teresa è stato molto, molto bello. Si è fatto un lavoro drammaturgico in sinergia. Il suo sapere rispetto al comico è stato molto utile, ma anche la sua visione molto diversa rispetto alla mia, ha una vita molto diversa da quella che la protagonista racconta, quindi è uno sguardo esterno utile a ad aiutarmi a tirare i fili della drammaturgia, perché questa è una storia con un filo narrativo, non è uno sketch. Teresa è anche una persona molto pratica su tanti aspetti e questo aiuta assolutamente amettere chiarezza in tutto l’ambito della produzione.
Se dovessi riassumere “Fulminata” in una sola immagine o sensazione da portarsi a casa uscendo dal teatro, quale sarebbe?
“Fulminata” è come un abbraccio. Oppure è come una di quelle serate con le tue migliori amiche in cui torni a casa che ti fa male la pancia dal ridere e ti senti più leggera anche se magari sei appena stata lasciata. Sì, secondo me è come uscire con le tue migliori amiche in una serata di pioggia e finire in un locale improbabile divertendosi come delle matte.
“Fulminata” è in scena in data unica giovedì 19 marzo alle 20.30 nella Sala Trionfo dei Teatri di S.Agostino.
FULMINATA
La speranza è l’ultima a morire
Uno spettacolo di Annagaia Marchioro
scritto con Giovanna Donini e Teresa Mannino
regia di Teresa Mannino
Scenografia di Maria Spazzi
Abiti di Elena Mirò – Stylist Licia Gallone –
Musiche Roberta Lidia De Stefano
Assistente alla regia Daniela Arrigoni
Foto di scena Serena Serrani
Produzione Stregonia e Brugole&Co
Distribuzione Savà Produzioni Creative
Biglietti
intero 20; under 28 alla prima 15 euro
Per convenzioni e gruppi scrivere a promozione@teatrodellatosse.it
ORARIO BIGLIETTERIE
BIGLIETTERIA TEATRO DELLA TOSSE – PIAZZA R. NEGRI
La biglietteria sarà aperta dal martedì al sabato dalle ore 15.00 alle ore 19.00.
Lunedì e festivi, solo in caso di spettacolo, dalle ore 15.00. Domenica, in caso di spettacolo biglietteria aperta dalle ore 15.00.
BIGLIETTERIA TEATRO DEL PONENTE – PIAZZA ODICINI 9
La biglietteria sarà aperta mar merc e gio dalle 14 alle 17, nei giorni di spettacolo a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
I biglietti per gli spettacoli in programma al teatro del Ponente sono prenotabili e acquistabili alla biglietteria del teatro della Tosse negli orari di apertura.
Tutti i biglietti sono sempre acquistabili online su www.teatrodellatosse.it.e su www.happyticket.it.
promozione@teatrodellatosse.it
tel botteghino 0102470793
tel uffici 0102487011
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