Abbandono di cani, il grido d’allarme dell’associazione UNA: «Canile Monte Contessa a tappo. Più senso di responsabilità da parte dei proprietari»

Di il 11 Giugno 2024

GENOVA – «Stiamo assistendo a una continua e preoccupante crescita degli abbandoni, di sequestri per maltrattamento e di rinuncia della proprietà, una pratica che si sta sempre più diffondendo a Genova e che oggi addirittura arriva ad avere una lista d’attesa che gli uffici competenti non possono più scorrere, in quanto il canile è full. Come amministrazione comunale con l’associazione UNA ODV che gestisce la struttura di Monte Contessa riteniamo necessario e urgente lanciare un forte appello al senso di responsabilità dei genovesi proprietari di cani perché valutino tutte le alternative prima di ricorrere alla rinuncia della proprietà, perché il proprio cane potrebbe di fatto trovarsi senza una casa. Nelle prossime settimane lanceremo anche una campagna di sensibilizzazione che prevenga il fenomeno degli ingressi in canile e quindi degli abbandoni, spesso connessi a una scarsa conoscenza delle caratteristiche delle razze che si acquistano, e che sta diventando una pratica purtroppo sempre più diffusa con conseguenze negative profonde sullo stato di salute dell’animale». Questo l’appello dell’assessore agli Animali Francesca Corso e dell’associazione UNA ODV.

Il Canile di Monte Contessa si trova sulle alture di Sestri, è immerso nel verde e nasce per essere un ricovero temporaneo: può accogliere fino a circa 100 cani, più un piccolo numero di gatti. Lo scopo principale della struttura è prendersi cura degli animali rimasti soli per un periodo di transizione, in attesa di trovare loro una nuova famiglia. Negli ultimi anni gli equilibri sono cambiati: entrano sempre più cani, molti di taglia grande, spesso hanno alle spalle una storia complicata che ha peggiorato il loro carattere, a volte hanno già morso qualcuno. Tutte condizioni che rendono difficile, a volte impossibile, una nuova

Il reato di abbandono è punito dalla Legge

adozione. La Legge Regionale n. 23 del 22 Marzo 2000 prevede che chi non intende più tenere con sé il proprio cane possa rinunciare alla sua proprietà e affidarlo al canile: questa pratica, in particolare, è diventata molto frequente nel Comune di Genova: nel 2023 l’Ufficio competente ha ricevuto più di 70 richieste, un sovraccarico che di fatto non consente più di accogliere animali all’interno della struttura. Delle 35 strutture fuori regione contattate per accogliere i cani in lista d’attesa nessuna ha dato disponibilità di posti.

«Come amministrazione stiamo lavorando per ampliare la struttura – conclude l’assessore Corso – ma l’emergenza è ora e soprattutto è necessario che ci sia una presa di coscienza collettiva sulle responsabilità che si hanno nel momento in cui si decide di prendersi cura di un animale».

Cosa prevede la legge

L’abbandono di animali è un reato contravvenzionale che il nostro ordinamento prevede e punisce all’articolo 727 del codice penale. Tale norma, in particolare, prevede testualmente che chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro.
Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze.

Le fattispecie punite, quindi, sono due: l’abbandono di animali e la loro detenzione in condizioni che contrastano con la natura e generano sofferenze.

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Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Claudio Cabona, Giovanna Ghiglione e Giulio Oglietti. Le foto sono a cura di Emilio Scappini. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela Biagini

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