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Gli eventi della settimana dal 24 al 28 gennaio alla Feltrinelli Genova
GENOVA – Tornano gli appuntamenti con le proposte della Feltrinelli per la settimana dal 24 al 28 gennaio.
In programma le presentazioni di “Quattro metà” di Martino Colli, “Parola di Faber” di Laura Monferdini, “Quella volta che sono morto” di Massimiliano Morettini, “L’ultima partita” di Enrico Pedemonte e “Ragazza aspy” di Agnese Spotorno.
24/01/2022 alle 18.00
QUATTRO METÀ
Martino Coli presenta “Quattro metà” (Sperling Kupfer) insieme a Matteo Macor.
Loro sono in quattro: Matteo, Dario, Chiara e Giulia. Quattro metà di quattro coppie possibili. Quale sia l’accoppiamento giusto, nessuno lo sa. Matteo e Chiara sono persone solari e affettuose, forse un po’ naïf: sembrano fatti apposta per stare assieme. Anche Giulia e Dario hanno tanto in comune, maledettamente affascinanti, così sicuri di sé al limite dell’arroganza. Il loro destino parrebbe già scritto, visto che «chi si somiglia si piglia». Peccato che si dica anche che «gli opposti si attraggono». Martino e Stefania, loro amici in comune, scommettono per due diversi accoppiamenti, ma si renderanno ben presto conto che, sebbene l’affinità esista, le situazioni iniziali non sono determinanti, perché, in fondo, tutti noi cambiamo quando stiamo con qualcuno. E così, le storie di Matteo, Dario, Chiara e Giulia insegneranno loro che la teoria secondo la quale per ognuno di noi esiste una e una sola anima gemella non soltanto è priva di senso, ma è un ideale molto meno romantico di quello che chiunque, volendo, possa diventare la nostra metà.
Quattro metà è il primo romanzo di Martino Coli, una commedia romantica e brillante ispirata all’omonimo film, scritto dallo stesso autore e diretto da Alessio Maria Federici, prodotto da Cattleya e distribuito da Netflix.
Ingresso Libero
25/01/2022 alle 18.00
PAROLA DI FABER
Laura Monferdini presenta “Parola di Faber” (Arcana) insieme ad Antonio Vivaldi.
Prenotazioni a eventi.genova@lafeltrinelli.it . Posti limitati
Parola di Faber è un viaggio nel tempo attraverso le parole di Fabrizio De André, quelle che il cantautore genovese ci ha regalato nei ventitré lunghi anni della sua carriera. Sono discorsi pronunciati durante i sette tour che hanno segnato la storia della musica italiana e accompagnato intere generazioni, a partire dal 23 marzo 1975, data del suo debutto a La Bussola di Focette fino all’ultimo appuntamento con il pubblico a Roccella Jonica, il 13 agosto 1998. Chiunque abbia assistito a un suo concerto, lo abbia visto sul palco, abbia riconosciuto la gestualità che gli era propria, prima o dopo un’esibizione, porta con sé emozioni incancellabili. Mai un concerto uguale a un altro, quasi quattrocento in un arco di tempo durante il quale le parole di Faber sono cambiate, sia nel confronto con il pubblico, sia nelle interviste ai media. Ascoltare oltre centocinquanta registrazioni live dei concerti di De André, per lo più amatoriali, trascriverne i contenuti e accogliere le testimonianze di molti tra i suoi amici, collaboratori o semplici fan, è stata un’esperienza unica, che Laura Monferdini ha voluto raccontare in questo libro. Un fruscio di troppo, il vociare del pubblico, l’acustica disturbata, una parola difficile da interpretare, che costringe a tornare indietro più volte nell’ascolto di un nastro, per arrivare alla rivelazione del suo significato più profondo, ci rendono tutti parte di un autentico miracolo.
LAURA MONFERDINI
Collezionista tra le più apprezzate in Italia di dischi e memorabilia della canzone d’autore, in particolare della cosiddetta “scuola genovese”. Dal 2012 è Responsabile Contenuti museali di “viadelcampo29rosso” a Genova, nell’antica strada cantata da Fabrizio De André in una delle sue canzoni più amate. È socio sostenitore della Fondazione Fabrizio De André.
Ingresso Libero
26/01/2022 alle 17.00
QUELLA VOLTA CHE SONO MORTO
Massimiliano Morettini presenta “Quella volta che sono morto” (Erga).
Due fasce orarie. Per prenotarsi scrivere a quellavoltachesonomorto@gmail.com
Intervengono Davide Lentini e Bobby Soul.
Era un giorno di maggio. Un signore gentile, con aria spaesata, mi chiede: “Scusi, sa dove posso trovare l’assessore Morettini?” “Eccomi! Sono io. Cosa posso fare per lei?” “Guardia di Finanza: dovrebbe seguirmi”.
Da quel giorno di maggio del 2008, l’inizio della vicenda giudiziaria genovese chiamata “Mensopoli”, Massimiliano Morettini, indagato e poi prosciolto in istruttoria dopo 14 mesi perché “il fatto non sussiste”, finisce in prima pagina come corrotto.
Travolto dalla durezza delle accuse, dai titoli dei giornali, dai giudizi sprezzanti e liquidatori di padri più o meno nobili della città, il protagonista, in un forzato silenzio, non può far altro che subire. Le sue riflessioni, i suoi incubi, le sue rabbie si alternano ai fatti salienti della sua vita rivissuti con un’intensità e un senso che prima non gli pareva avessero. Le memorie d’infanzia, l’Arci di Tom Benetollo, il G8 di Genova, gli affetti, la politica. I suoi ricordi danzano attorno alle vicende di quei giorni tratteggiando i contorni di una generazione che ha vissuto la sua giovinezza tra il 1990 e i primi anni del 2000.
In questo romanzo, che racconta i primi sei giorni dell’indagine, colpisce l’assenza di spirito di rivalsa tipico di chi ha subito l’ingiustizia di una reputazione violentata. Il romanzo, con rigore e ritmi narrativi serrati, non solo ricostruisce aspetti poco noti di un fatto pubblico che fece a Genova molto scalpore, ma restituisce la dimensione umana di un autore che sa come si racconta una storia.
Massimiliano Morettini, nasce a Genova nel 1970. Dopo la maturità scientifica, si laurea in Filosofia e terminato il servizio civile, inizia il suo impegno nel mondo dell’associazionismo culturale e sociale. È stato Presidente di Arci Liguria e tra i promotori del Genoa Social Forum durante il G8 di Genova del 2001. Sposato con Maria e padre di due figli, è appassionato di musica, cultura e politica. Oggi gestisce locali e ristoranti a Genova, con i suoi amici di sempre.
Ingresso Libero
27/01/2022 alle 18.00, in occasione della GIORNATA DELLA MEMORIA
L’ULTIMA PARTITA
Enrico Pedemonte presenta “L’ultima partita” (Rizzoli).
Come ho fatto a sopravvivere? si chiede Alojzy “Alex” Ehrlich fissando la sua vecchia macchina da scrivere. È il primo gennaio 1991, giorno del suo settantaseiesimo compleanno. Ne sono passati quarantasei da quando lui, ebreo, vicecampione mondiale di tennistavolo, è uscito dall’inferno di Auschwitz ed è scampato alla marcia della morte. Sa che gli resta poco da vivere, è giunto il momento di raccontare. La militanza nella resistenza, l’arresto nel giugno 1944, le torture, il viaggio nel vagone blindato, il campo di concentramento. Non è un prigioniero come gli altri. I capi nazisti sanno che è un campione sportivo e lo assegnano a un kommando con un compito speciale: disinnescare bombe inesplose. E mentre rivive l’inferno del lager, la sua memoria va all’infanzia trascorsa a Leopoli, all’amore che ha attraversato tutta la sua esistenza, ai tradimenti, alle bugie, arrivando a riflettere sulla relazione vittima-carnefice con un noto ufficiale delle SS che sembrava metterlo sadicamente alla prova. In questo romanzo, ispirato al memoriale inedito di Ehrlich, Enrico Pedemonte ripercorre la vita del campione, dai primi anni in Polonia fino al 1945, quando svenne, stremato, su un treno che lo stava riportando in Francia. L’ultima partita racconta l’Olocausto – e molto altro – dal punto di vista di un eroe involontario, e traccia il ritratto a tutto tondo di un uomo pieno di contraddizioni, rimorsi, ambiguità e un’inesauribile voglia di vivere. Una vicenda eccezionale ed emblematica che mostra al lettore come siano le storie a fare la Storia.
Intervengono Ferruccio Giromini e Luca Borzani.
ingresso libero
28/01/2022 alle 18.00
RAGAZZA ASPY
Agnese Spotorno presenta “ragazza aspy” (Erickson) insieme a Paolo Cornaglia Ferraris.
Agnese è un’adolescente che dialoga nel suo intimo con la sua ombra e si racconta. La sua grande amplificazione emotiva, che le provoca una percezione di diversità e non solo, è parte del suo cammino quotidiano dall’infanzia all’adolescenza.
Ingresso Libero
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiUltime Notizie
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