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“PEACHUM – UN’OPERA DA TRE SOLDI” E L’ETERNO DUALISMO TRA BENE E MALE IN CHIAVE MODERNA
Lo spettacolo, in scena al Tetro Ivo Chiesa fino al 21 novembre, è uno spaccato di “bassifondi” socio-economici oltre che morali con due anime teatrali, Paravidino e Papaleo, messe a confronto e ben calate nella parte
GENOVA – Due anime teatrali a confronto (Fausto Paravidino-Rocco Papaleo), due visioni della vita agli antipodi (idealismo-vigliaccheria), due epoche messe a paragone per un’opera rivisitata nella forma, presentata in chiave moderna, ma efficace come nell’originale. Peachum – Un’opera da tre soldi di Fausto Paravidino, in scena al Teatro Ivo Chiesa fino al 21 novembre per il Teatro Nazionale di Genova, è un cabaret esistenziale che vive di costanti dualismi oscillando tra il bene e il male, il giusto e lo sbagliato, riprendendo i contenuti dell’opera di Bertolt Brecht (datata 1928) e cucendoli addosso un vestito originale, adeguato ai nostri tempi, senza tuttavia travisare il messaggio che lo spettacolo intende trasmettere. Ne nasce una storia reinventata dove nella pletora di una umanità disperata emergono le figure protagoniste di Peachum, lo sgradevolissimo criminale che gestisce il traffico dei mendicanti (Mackie, interpretato da Paravidino), che riesce a prendersi in moglie Polly, figlia prediletta dello stesso Peachum, interpretato da Papaleo, apparso ispiratissimo nel ruolo del mercante antieroe avido di denaro che vede nella figlia più una proprietà che un amore sincero e paterno. Il sottofondo musicale di chitarre elettroniche scandisce i momenti salienti della scena senza distrarre lo spettatore dando ritmo allo spettacolo. Tutti i protagonisti sembrano calati nella parte senza storture o improvvisazioni. Ambientato nei bassifondi di una metropoli dei nostri giorni tra mendicanti, nazisti e uomini senza scrupoli, l’opera induce subito lo spettatore alla riflessione elevando quei concetti morali tanto cari a Brecht: idealismo, vendetta, giustizia, tradimento. Quando l’amico Marzio rivela a Peachum il nascondiglio di Mackie (braccato dalla polizia perché sospettato di aver assassinato un clochard intento a vendere le borse dello stesso Peachum) emerge la forza morale dell’opera in cui i dualismi fedeltà e tradimento, giustizia e vendetta, rappresentano l’essenza e la sintesi perfetta di Un’Opera da Tre Soldi che racconta molto più di quanto il titolo lasci intendere.
Su Tomaso Torre
Giornalista pubblicista dal 2003, è fondatore e direttore responsabile di GOA Magazine. Appassionato di arte, cultura e spettacoli ha collaborato per anni con diverse testate locali occupandosi di cronaca ed attualità, sport e tempo libero. “Ho sempre coltivato il sogno di realizzare un prodotto editoriale dinamico e fluido che potesse rispondere alle esigenze informative di un pubblico sempre più competente ed avanguardista”.Messaggi correlati
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