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IN VIAGGIO NEL CINQUECENTO CON LA MOSTRA DEDICATA AL PIZZO GENOVESE
Ritratti, accessori preziosi e soprattutto pizzo. La mostra organizzata nella sede di Banca Carige racconta la moda e le abitudini del patriziato ligure in quello che viene definito “il secolo dei genovesi”.
GENOVA – È Genova la vera protagonista della mostra “Sul filo del Lusso nel Secolo dei Genovesi”, che inaugurerà sabato 5 ottobre nella sede di Banca Carige in occasione della diciottesima edizione di “Invito a Palazzo”, che coincide con la grande kermesse d’arte e cultura dei Rolli Days.
La mostra racconta un momento storico, tra Cinquecento e Seicento, in cui «le grandi famiglie genovesi hanno fatto la differenza in Europa, non solo nel campo della finanza ma anche in quello del lusso, della moda e dell’arte», come racconta la storica dell’arte Anna Orlando, curatrice della mostra.
Il “filo del lusso” che il visitatore della mostra è invitato a seguire è quello del celebre pizzo genovese, ma anche di quello di Fiandra e di Venezia, anch’essi presenti nei guardaroba di dame e nobiluomini della Superba. Un filo che conduce dalla morigeratezza formale delle “pubbliche virtù” praticate nel periodo di maggior influenza della Spagna, con i suoi canoni ispirati all’austerità della Controriforma, alla leggerezza rococò di fine Seicento, quando sarà la Francia a dettar legge sulla moda europea, e le dame e i gentiluomini genovesi sono tra i primi a potersi concedere di essere sempre aggiornati ed eleganti.

«Per me realizzare il pizzo significa portare l’ordine nel caos – afferma Michela Cucicea, cultrice e studiosa della storia del pizzo e del ricamo che collabora con Anna Orlando nella cura della mostra -, perché le centinaia di fuselli (legnetti che permettono di intrecciare il filo per produrre il disegno ndr) rappresentano il caos, mentre gli spilli che servono a fissare il lavoro fatto permettono di trasformare l’intreccio di fili in un prodotto ordinato».
Eccellenza assoluta dell’attività manifatturiera genovese dei secoli XVII e XVIII, il pizzo è protagonista assoluto della mostra in Banca Carige, che riserverà ai visitatori dimostrazioni pratiche di come tale manufatto venisse all’epoca prodotto e lavorato. Accessorio ricercato e costoso, esso non rappresentava un semplice ornamento nell’abbigliamento di aristocratici e della borghesia mercantile, ma era l’icona stessa dello stato sociale raggiunto.
Come dimostra l’approfondita ricerca d’archivio condotta da Michela Cucicea, la produzione di pregiato e costosissimo pizzo in filo di lino (ma anche di seta colorata e d’oro lavorato) sia a fuselli (con il tombolo) sia ad ago (reticella) nella Repubblica di Genova, con particolare concentrazione nel Capitanato di Rapallo, è più precoce di quanto finora non si era potuto documentare. Le carte attestano infatti che a Genova si produceva il pizzo a fuselli entro la prima metà del XVI secolo, laddove a Venezia lo si può ipotizzare solo verso gli anni Cinquanta e nelle Fiandre solo negli anni Sessanta del Cinquecento. Un peculiare motivo, detto “rosone”, consente di distinguere inequivocabilmente il pizzo genovese.
Oltre agli imponenti ritratti di dame, nobili e uomini d’arme esposti, tutti provenienti da collezioni private, non manca in mostra qualche curioso accessorio, come la piuma di struzzo o la mascherina detta “moretta”, che contribuisce a ricreare la magica atmosfera del lusso e della seduzione delle nobildonne di trecento anni fa.
La mostra sarà visitabile sabato 5 ottobre, sabato 12 ottobre e domenica 13 ottobre, dalle
ore 10.00 alle ore 19.00 (ultimo ingresso alle 18.30). Le visite sono gratuite e guidate.
Per informazioni: 800 313 666

C.S.
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiMessaggi correlati
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