RITORNO A CASA PER LA PALA DI DE FERRARI: IL CAPOLAVORO “SIEDE” DI NUOVO SULL’ALTARE DI SAN NICOLOSIO

Di il 14 Maggio 2026

L’opera del 1637, dopo il restauro e la recente esposizione ai Musei di Strada Nuova, recupera la sua collocazione originaria sull’altare maggiore della Chiesa genovese, tornando nel contesto architettonico per cui era stata concepita. L’intervento è stato reso possibile grazie al sostegno di varie realtà istituzionali e private.

GENOVA – Dopo il restauro e il periodo di esposizione ai Musei di Strada Nuova, la pala d’altare di Giovanni Andrea De Ferrari, datata 1637, torna a essere collocata sull’altare maggiore della Chiesa di San Nicolosio a Genova. L’opera, restaurata e riportata alla sua luminosità originaria grazie al contributo di diverse realtà istituzionali e private, ritorna al contesto liturgico e architettonico per cui era stata realizzata e dal quale era stata rimossa a causa delle trasformazioni storiche dell’Ottocento.

Il dipinto, databile al 1637 e restaurato grazie a vari contributi, tra cui quello di Fondazione Passadore, potrà essere nuovamente apprezzato nei suoi colori brillanti e nella sua intensa luminosità nella collocazione sull’altare della chiesa, dove era stato trasferito dal Terz’Ordine Francescano nel 1804 in seguito alla demolizione dell’Oratorio dedicato ai santi Luigi IX di Francia ed Elisabetta di Portogallo, situato sotto la Chiesa di San Francesco di Castelletto, anch’essa demolita nello stesso periodo a causa delle soppressioni napoleoniche.

Il dipinto del 1637 torna sull’altare maggiore della chiesa genovese.

Il ritorno dell’opera nella Chiesa di San Nicolosio è previsto per oggi, giovedì 14 maggio alle 16.30. Nell’occasione interverranno l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, il restauratore Antonio Silvestri e la coordinatrice dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici ed Edilizia di Culto della Diocesi, Grazia Di Natale.

«Il ritorno della pala di Giovanni Andrea De Ferrari nella Chiesa di San Nicolosio rappresenta un momento di grande valore per la città e per il patrimonio culturale genovese – commenta l’assessore Montanari – Restituire quest’opera alla sua collocazione originaria significa restituire alla comunità un tassello importante della propria memoria storica, artistica e spirituale. Questo restauro è il risultato di una virtuosa collaborazione tra istituzioni, realtà ecclesiastiche e sostenitori privati, a dimostrazione di quanto la tutela dell’arte possa diventare un progetto condiviso e partecipato. Un particolare ringraziamento a Fondazione Passadore per il restauro del dipinto e a Fondazione il Secolo XIX per la partnership nella mostra presso i Musei di Strada Nuova, che ha visto la presenza di oltre 20mila visitatori».

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