“Jàmm Rekk”: musica e parole tra Africa e Italia. La recensione

Di il 3 Maggio 2026

di Ilaria Patanè

GENOVA – Il palco de la Claque è stato infiammato da “Jàmm Rekk”, lo show organizzato da Alassane Badboy & The Conquerors che nella serata di ieri, 2 maggio, ha portato nel cuore del centro storico musica e parole.
La Claque si è trasformata così in un ponte tra Africa e Italia, uno spazio aperto e condiviso che ha dato l’occasione a giovani talenti della diaspora afro di esibirsi e far conoscere la loro arte.
Un format nuovo pensato proprio per mettere al centro linguaggi artistici diversi che, uniti dalla musica, hanno trasportato gli spettatori in un universo multiculturale.
Tra esibizioni in francese, inglese e wolof, gli artisti si sono susseguiti sul palco in un caleidoscopio di musica e parole.

Ad aprire la serata il dj set di Mabel e Cheik 1Black che ha scaldato il pubblico ed ha preceduto l’entrata in scena di Shayoluv, Bobo Gaspard e Ma7di.
Tutti e tre gli artisti hanno presentato al pubblico alcuni dei loro brani cantati in inglese, francese e italiano.
Performance coinvolgenti che hanno saputo conquistare tutti i presenti: il sottopalco de La Claque, infatti, non è mai rimasto vuoto, sempre animato da qualche spettatore che, seguendo la musica e l’istinto, si è lasciato andare ballando e scatenandosi.
Shayoluv e Bobo Gaspard, nonostante la difficoltà di imparare una lingua nuova e complessa come l’italiano, hanno portato in scena loro stessi e le loro storie raccontando di momenti di vita difficili e intimi.
Ma7di, invece, con i suoi inediti ha fatto conoscere al pubblico diverse sfaccettature del suo stile senza abbandonare rap e ritmi serrati.

Cuore della serata è stato il live di Alassane Badboy & The Conquerors, la band che unisce rock, funk, musica africana ed energia. Se si uniscono tutti questi ingredienti il risultato può essere solo uno show coinvolgente ed affascinante che fa vibrare il palco e muovere i piedi.
La band, nata nel 2021, vede come vocalist Alassane Badboy, artista senegalese, che porta con sé la sua terra e la sua cultura cantando in wolof e permettendo al pubblico di essere trascinato in un vortice di emozioni e tradizioni musicali.

Lo spettacolo, pensato come momento per decostruire una narrazione viziata da stereotipi e decolonizzare attraverso l’arte, è stata occasione non solo per scoprire i nuovi talenti che si celano tra i caruggi e le strade genovesi, ma anche per mettere da parte la quotidianità e farsi trasportare dal ritmo e dalla musica.
Uno show coinvolgente che non ha lasciato indietro nemmeno chi di ballare non se la sentiva, con tavolini e sedie disposte ai lati della sala per chi voleva semplicemente ascoltare e vivere un momento di condivisione.

Quella di ieri è stata la prima serata di un progetto più ampio che nasce con il desiderio di portare alla luce chi ha qualcosa da dire, senza preoccuparsi di lingue o suoni ma semplicemente lasciandosi guidare dalla musica, linguaggio universale che da sempre unisce e trasforma ogni spazio che incontra.
Jàmm Rekk” è stato un esperimento riuscito, uno show nato su suoni e melodie fatto per creare comunità e scambio

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