AL TEATRO DUSE FERRACCHIATI RILEGGE ČECHOV: “TRE SORELLE. NEVICA. CHE SENSO HA?” DIVENTA LO SPECCHIO DEL PRESENTE

Di il 30 Aprile 2026

Il capolavoro classico dello scrittore e drammaturgo russo va in scena dal 7 al 10 maggio. La storia, fatta di attese e desideri, mette in dialogo le vicende delle tre donne con il presente, mostrando come la precarietà, l’incertezza e la frustrazione siano un leitmotiv che attraversa ogni epoca.

GENOVA – Dal 7 al 10 maggio il Teatro Eleonora Duse accoglie “Tre sorelle. Nevica. Che senso ha?”, spettacolo di Liv Ferracchiati che si ispira e rilegge il capolavoro di Anton Čechov. L’opera mette in scena una storia fatta di attese, desideri irrealizzati e vite paralizzate e, partendo dalla storia di tre sorelle vissute nella Russia caratterizzata da tensioni sociali e frustrazione, riesce a riallacciarsi ai giorni nostri, mettendo in luce quanto l’immobilità delle tre protagoniste risuoni ancora attuale.

Čechov scrisse l’opera nel 1900, nella Russia attraversata da tensioni sociali e da un diffuso senso di stagnazione: in questo contesto nasce il destino di Olga, Maša e Irina, bloccate in una provincia che soffoca i loro desideri di riscatto e il sogno mai realizzato di tornare a Mosca. Ferracchiati mette in risalto l’attualità del testo, rivelando come l’immobilità e la frustrazione delle protagoniste trovino eco in una sensibilità contemporanea segnata da precarietà e incertezza. Attraverso una regia che scandaglia le contraddizioni interiori, lo spettacolo illumina il bisogno umano di cambiare, di immaginare un altrove, pur sapendo che la vita, spesso, rimane incompiuta.

L’opera mette in scena una storia fatta di attese, desideri irrealizzati e vite paralizzate.

La questione centrale non è il tempo che passa, ma il momento in cui il tempo non garantisce più un senso, una promessa, una direzione. Čechov non racconta un crollo improvviso: racconta un’erosione lenta, un logoramento per accumulo, una disgregazione silenziosa che avviene mentre la vita continua uguale a sé stessa, così che, alla fine e in profondità, tutto tende a equivalersi. Come direbbe Čebutykin, l’anziano dottore: «tutto è uguale».

In Čechov anche il ricordo del passato sbiadisce e si perde ogni riferimento. Non a caso nel terzo atto, Čebutykin rompe l’orologio appartenuto alla madre delle sorelle, la donna che ha amato e che ora quasi non ricorda più. Questo orologio di porcellana in pezzi, a terra, è uno dei nuclei più potenti dell’opera.  

Tre sorelle ci appare così contemporaneo: anche il nostro tempo ha perso le sue garanzie senza trovare nuove fondamenta. Čechov sembra dirci che persino la memoria, ultimo appiglio doloroso, non può che cedere. I personaggi continuano a dimenticare e a non comunicare. Forse per questo, sulla scena, si scattano fotografie, per tentare di fermare la vita, di salvare almeno l’attimo presente. La consapevolezza non sprofonda mai, però, nel nichilismo, anzi rafforza il valore dell’agire nell’orizzonte terrestre, nulla è più prezioso del vivere stesso, un bicchiere di champagne, una musica da ascoltare.

Informazioni

Info e biglietti telefono 010 5342 720;
e-mail teatro@teatronazionalegenova.it; biglietti.teatronazionalegenova.it

Incontro con le attrici e gli attori della compagnia: venerdì 8 maggioalle ore 17 – libreria Feltrinelli, via Ceccardi per il ciclo “Trame aperte. Dalle pagine al palco”. Ingresso libero con prenotazione.

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Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela Biagini

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