TEATRO MODENA: ENRICO IANNIELLO PORTA IN SCENA LA PRODIGIOSA VITA DI “ISIDORO”

Di il 16 Aprile 2026

Da venerdì 17 a domenica 19 aprile è ospite del Teatro Nazionale di Genova, lo spettacolo tratto dal romanzo La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin di Enrico Ianniello, che una decina di anni fa vinse il Campiello-Opera prima e altri riconoscimenti

GENOVA – Da venerdì 17 a domenica 19 aprile, è ospite del teatro Nazionale – sul palcoscenico del teatro Gustavo Modena Isidoro di Enrico Ianniello e Pau Miró; un adattamento dal romanzo La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin [Feltrinelli editore, 2015] che, poco più di dieci anni fa, ha avuto importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Campiello-Opera Prima e il premio “John Fante-Opera Prima” (candidato ai premi Bancarella e Giuseppe Berto).

La regia è di Pau Miró, autore e regista che nel 2013 ha vinto un premio Ubu per il miglior testo straniero (Els Jugadors I Giocatori, tradotto da Enrico Ianniello); in scena Enrico Ianniello, oltre che autore è anche interprete monologante. Il disegno luci è di Lluís Serra,i costumi di Ortensia de Francesco, mentre le videoproiezioni di Jordi Homs sovrascrivono il corpo dell’attore con frammenti del passato. La coproduzione mette insieme la Casa del Contemporaneo di Napoli, il Teatre Akadémia e La Fanfola di Barcelona.

Dalla scrittura in forma di fiaba, alla scena per un monologo che prende forma a dieci anni dalla pubblicazione del fortunato romanzo La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin e, a più di 45 anni, dal tragico terremoto dell’Irpinia: Enrico Ianniello – autore, regista e attore molto noto al pubblico televisivo per aver preso parte a importanti serie televisive (tra tutte, citiamo Il commissario Ricciardi e A un passo dal cielo su Rai 1 ) – interpreta, in un gioco di sovrapposizioni della memoria, Isidoro figlio di Quirino Raggiola e Stella Dimare, bambino con un dono molto speciale: la capacità di comunicare con un linguaggio unico.

Una creazione per la scena (e prima per la pagina scritta) di un personaggio radicato in un territorio preciso (l’Irpinia – “osso pezzillo d’Italia”) a cui Ianniello regala una lingua autonoma, fondata sul suono: “Già il giorno della sua nascita, nella casetta di Mattinella nel cuore dell’Irpinia, il bimbo stupisce tutti: non piange ma emette un fischio, più precisamente un “urlafischio”, emesso dalla vibrazione delle corde vocali e non dal soffio dell’aria.

La capacità di urlafischiare che s’è ritrovato nella gola, rende Isidoro un’attrazione e – insieme al tenero padre “strabico, sindacalista e poeta” che spesso si chiude in bagno per scrivere lettere d’amore – creano un fischiabolario necessario per insegnare una nuova lingua agli ultimi e difendersi da un mondo prepotente che vuole offenderli. Nutrito dall’intelligenza e dalle magnifiche paste preparate dalla mamma Stella di Mare, Isidoro va in giro per le fiere di paese dell’osso d’Italia e, persino un antropologo dalla Francia vuole conoscere questo piccolo fenomeno per dargli il nome di Sifflotin.

Seguendo il sentiero di una “fiaba per tutti” Ianniello ci accompagna, con ironia e tenerezza, nel piccolo mondo di quel bambino prodigioso che, a suon di fischi, ha saputo dare vita al miracolo di un’umanità libera e lieve, senza la paura del “diverso”.  Purtroppo, quel terribile 23 novembre 1980 interromperà definitivamente l’infanzia e la voce unica di Isidoro.

La musica e i suoni: un’esperienza sonora

Lo spettacolo è costruito anche per restituire al pubblico un’esperienza sonora. Infatti, oltre ai suoni e fischi emessi da Isidoro, una vera e propria colonna sonora accompagna il racconto: da Patty Pravo a Roberto Murolo, fino ai Beatles e Nat King Cole, passando per Vivaldi. Voci e contrappunti di un’epoca precisa, quegli anni ’70, in cui vive il bambino Isidoro e che risuonano nel suo percorso di vita troppo breve.

Musica come compagnia e conforto dei ricordi, paure e desideri. Le canzoni forniscono le parole, quando Isidoro tace o si sente perduto, creando una nuova armonia di racconto.

Isidoro è la prima produzione del Teatre Akadémia di Barcelona e inaugura il nuovo corso della programmazione “internazionale” [nuova linea internazionale] che prevede coproduzioni e tournée tra Barcelona e l’Italia. Dal punto di vista produttivo, un gesto di apertura oltre i confini della stagione abituale, una rete virtuosa con l’intento di dialogare su progetti legati alla drammaturgia contemporanea.

Dopo Genova lo spettacolo sarà nella sala Strehler del teatro Biondo di Palermo, dal 24 al 26 aprile

Info e biglietti telefono 010 5342 720

e-mail teatro@teatronazionalegenova.itbiglietteria@teatronazionalegenova.it

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