L’ARTE DI VAN DYCK ARRIVA AL DUCALE CON LA MOSTRA “IL VIAGGIO DI UN GENIO DA ANVERSA A GENOVA E LONDRA”

Di il 19 Marzo 2026

Anton van Dyck, Self-portrait, 1616-1617, Rubenshuis, City of Antwerp

Fondazione per la Cultura apre le porte all’esposizione più grande mai realizzata per celebrare il genio e le opere dell’artista fiammingo. Dal 20 marzo al 19 luglio saranno esposte nella Cappella del Doge e negli spazi del Palazzo sessanta dipinti provenienti dalle Gallerie più importanti del panorama europeo

GENOVA – L’arte di Van Dyck arriva a Palazzo Ducale nella mostra più grande del nostro secolo dedicata alle opere del pittore fiammingo.
Dal 20 marzo al 19 luglio gli appassionati d’arte e non solo potranno ammirare le opere provenienti da numerose collezioni di grande prestigio.

Van Dyck l’Europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra”, curata da Anna Orlando e Katlijne Van der Stighelen, trasporta il pubblico in un percorso che si sviluppa proprio come quello intrapreso da Van Dyck che, partendo dalle Fiandre è giunto fino alla corte di Carlo I re d’Inghilterra passando per la lunga sosta dell’artista in Italia.

Anton Van Dyck, nato ad Anversa nel 1599 e morto prematuramente all’età di 42 anni, fin da giovanissimo dimostra il suo grande talento. A Palazzo Ducale saranno esposte non solo le opere del periodo italiano, in cui Genova ebbe ruolo centrale, ma anche numerose opere eseguite in diversi momenti della sua carriera e in luoghi differenti.
La caratteristica peculiare che ha reso Van Dyck un punto di riferimento per il mondo dell’arte fu la sua estrema recettività alle sensibilità provenienti dai diversi ambienti che ha frequentato rendendolo uno degli artisti più amati.
Le sessanta opere dell’artista europeo sono state prestate da numerose realtà di grande rilievo tra cui il Louvre di Parigi, il Prado e il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid e la National Gallery di Londra, la Galleria degli Uffizi, la Pinacoteca di Brera di Milano, i Musei Reali di Torino, la Galleria Nazionale di Parma oltre che da prestigiose fondazioni e collezioni internazionali, quali la belga Phoebus e la portoghese Gaudium Magnum.

Il percorso della mostra: le dodici sale

L’esposizione non è presentata seguendo un percorso cronologico, le opere sono organizzate per temi e ambiti della produzione di Van Dyck.
Finalità di questa scelta curatoriale è stimolare un confronto diretto tra la maniera del Van Dyck giovane in patria, con la maniera del grande Van Dyck italiano, e con quello inglese.
Risulta evidente non solo la capacità dell’artista di comprendere l’ambiente dove si trova ad operare ma anche le differenze estetiche e tematiche tra le richieste dei diversi committenti.

Ad accogliere il visitatore vi è il primo autoritratto noto del pittore, datato 1614 ca che, realizzato a soli 15 anni fa comprendere subito il grande talento di Van Dyck.

Anton van Dyck, Study of an old man, c.1615-1618, ©The Phoebus Foundation, Antwerp

La sala due sottolinea questo aspetto con quattro capolavori che rappresentano le diverse stagioni della vita dell’artista: Il Sansone e Dalila (1618-20 ca) della Dulwich Picture Gallery di Londra, Le tre età dell’uomo come Vanitas (1625 -26), proveniente da Palazzo Chiericati di Vicenza, Chronos che taglia le ali di Amore del 1627 ca. in arrivo dal Musée Jacquemart-André di Parigi e Lady Venetia Digby come allegoria della Prudenza, del 1633-34, proveniente da Palazzo Reale di Milano

La sala tre racconta il rapporto dell’artista con il suo maestro, Rubens. La sala quattro apre le porte alle diverse tecniche e materiali usati dall’artista, lo spettatore si trova quindi trasportato nel processo creativo delle opere respirando la volontà di Van Dyck di unire sperimentazione e gusto.

La sala cinque è dedicata al concetto della difesa della patria, all’Europa in guerra ma anche al valore fondamentale su cui sono basate le società nelle quali Van Dyck si trova a lavorare.
Tra i dipinti si possono ammirare Carlo V a cavallo, del 1620, in prestito dagli Uffizi; il Ritratto del Marchese Ambrogio Spinola (1620-21) dalla Scottish National Gallery di Edimburgo; Ritratto dei bambini Giustiniani Longo, imponente e meraviglioso (1626 – 27) in prestito dalla National Gallery di Londra.

Focus centrale della sala sei è il tema della famiglia, nelle due successive (sette e otto) invece predomina la classe dominante e la sua volontà di autorappresentazione.

L’esposizione non si dedica soltanto al Van Dyck ritrattista ma anche alla sua immersione nell’arte sacra, è a questo che è dedicata la sala nove con varie opere meno conosciute come il Matrimonio mistico di Santa Caterina del 1618 – 20 proveniente dal Prado, o La cattura di Cristo del 1620- 21 ca. proveniente da Anversa, o lo splendido San Sebastiano della Scottish National Gallery (1620 – 21) di Edimburgo.

Nella sala undici spazio all’inedito Ecce Homo di collezione privata europea e Madonna col bambino , proveniente dalla Galleria Nazionale di Parma, per ricordare quanto la devozione privata in tutte le case fosse un appuntamento fisso.

La sala conclusiva, la cappella del Doge, mette in mostra l’unica pala realizzata negli anni genovesi dell’artista fiammingo. Cristo crocifisso con i Santi Francesco e Bernardo e il nobile Francesco Orero (1626) realizzato per la chiesa di San Michele di Pagana.

Van Dyck a Genova

Tra ‘500 e ‘600 il capoluogo ligure fu una delle grandi capitali finanziarie e culturali, le famiglie Doria, Spinola, Balbi, Cattaneo, Giustiniani e Imperiale affidarono a maestri come Rubens e Van Dyck ritratti solenni e fastosi.
Oltre alla mostra di Palazzo Ducale si possono ritrovare lavori dell’artista fiammingo tra i Musei di Strada Nuova (Palazzo Bianco, Palazzo Rosso, Palazzo Tursi), Musei Nazionali di Genova (Palazzo Reale, Palazzo Spinola).

Eventi collaterali alla mostra

Un percorso per riscoprire le tracce di Van Dyck a Genova attraverso i suoi musei, tutti i sabati (dal 21 marzo al 18 luglio escluso il 28 marzo) alle 10 con partenza dall’Ufficio Iat di via Garibaldi

La mostra fotografica “Timeless” di Danielle Van Zadelhoff dal 27 marzo al 29 luglio al Museo Diocesano. Ritratti tra rigore fiammingo e spiritualità contemporanea.

L’8 aprile alle 18.30 presso la Sala del Maggior Consiglio l’incontro con Anna Orlando “Van Dyck l’Europeo. Come nasce una mostra
Il 16 aprile alle 18 presso la Sala del Minor Consiglio “Viaggio musicale tra Fiandre, Italia e Inghilterra al tempo di Van Dyck” a cura di Collegium Pro Musica
Il 28 maggio e il 30 giugno alle 20.45 presso la Sala del Minor Consiglio i concerti “Musiche per Van Dyck” e “Amore in armi”. Eventi nell’ambito de “La Voce e il Tempo”, ingresso 10€ per i possessori del biglietto della mostra
Il 26 giugno alle 17.30 presso la Sala del Minor Consiglio l’evento “Polifonia fiamminga nel tardo Rinascimento” a cura dell’Associazione Musicale A.M.I.S.S.

Sono inoltre previste numerose attività didattiche per le scuole, per informazioni e prenotazioni è necessario contattare prenotazioniscuole@palazzoducale.genova.it, 010 8171604 (martedì e giovedì, ore 11-13; mercoledì e venerdì, ore 14-16).
In programma attività per famiglie per avvicinare anche i più piccoli alla storia dell’arte, per informazioni e prenotazioni scrivere a didattica@palazzoducale.genova.it

Su Redazione

Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela Biagini

Devi essere loggato per postare un commento Accedi

Lascia un commento