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“Rhythm and Poetry”: presso la Sala Cristoforo Colombo il convegno sul linguaggio nella musica rap e trap
GENOVA – Ospite di Regione Liguria l’11 marzo alle ore 17 presso la Sala Cristoforo Colombo sarà la sezione di Genova di FIDAPA BPW Italy, nella persona della sua Presidente Laura Fasce, la quale affronterà un tema difficile come il linguaggio nella musica RAP/TRAP.
L’idea è della consigliera di sezione Genova già presidente nel biennio 2015/17 Marinella Accinelli che, quale ideatrice, ha al suo attivo oramai decine di eventi su temi considerati politicamente scorretti, argomenti sempre accolti da Stefano Balleari che anche questa volta sarà presente. Il convegno ha ricevuto il patrocinio di Regione Liguria, Osservatorio Nazionale Bullismo e Disagio Giovanile, Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Liguria.
Il primo dei relatori è Luca Gardella in arte Lvcky Lvx -marittimo con la passione per la musica- che palesa così il suo pensiero: «Anche De André cantava di via del campo e anche i Beatles cantavano di droga, (senza ovviamente paragonarli artisticamente agli artisti rap di oggi). Quello che accomuna tutti gli artisti con gran seguito, in generi che riguardano la scrittura, è la coerenza dei testi con il proprio vissuto. Sotto il 99% delle canzoni rap c’è l’etichetta explict esattamente come il bollino rosso per i film o le serie crime, quindi tecnicamente vietate ai minori o minori accompagnati. Anche su YouTube, piattaforma libera aperta a tutti, bisogna dichiarare l’età. Io non credo che possa esistere un giovane che commetta violenza di genere perché l’ha sentito in una canzone; ma molto più probabilmente, perché lo ha visto accadere in casa. Diverso il contesto per un apparente, breve e circoscritto riscatto sociale legato allo spaccio o altri atti criminali citati nelle canzoni, per una condizione di immedesimazione nelle condizioni di vita raccontate da artisti che vengono da quelle realtà. Il rap o altri sottogeneri come la trap, la drill, ecc… non andrebbe censurato o demonizzato come non succede nel cinema e sui social; ma le persone più giovani dovrebbero ricevere un’educazione completa in tutti i contesti: casa, scuola e sport; per sviluppare un senso critico riguardo ciò che ascoltano e vedono».
Lvcky Lvx, inoltre, ha realizzato una canzone dal titolo “Rose e fiori”, con un filmato che viene proiettato all’inizio del convegno, contenente una serie di interviste ai giovani, sul tema trattato.
Prosegue l’Avvocato Anna Pettene che analizza il fenomeno RAP nell’ambito dei suoi “chiodi fissi” proposti in anni di lezioni, interventi, relazioni a insegnanti, scolaresche e famiglie nel suo ruolo di Presidente dell’’Osservatorio Bullismo Cyberbullismo e disagio giovanile. La domanda cruciale finisce dunque con l’essere: chi detiene la responsabilità di queste acuzie di violenza tra i giovani? È la violenza già insita nella società a giustificare il rap come fenomeno diffuso e assolutamente normale o è la stessa musica rap a rendere la società ancora più violenta? «Senza volere fare una sterile caccia alle streghe, è il momento di affrontare la questione del ruolo genitoriale, delle comunità educative e delle istituzioni e delle necessità troppo spesso inascoltate dei giovani lasciati troppo soli davanti agli stimoli potenti di linguaggi odiosi» chiosa Anna Pettene «Faccio solo un esempio ponendo una domanda ai genitori: avete mai commentato dei testi rap insieme ai vostri figli o avete fatto finta di nulla pensando che quello sia il loro mondo?».
Con un altro punto di vista, Continua Massimo Servadio, Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale, Terapeuta Individuale, di Coppia e Familiare e Professore a contratto presso prestigiose Università italiane, che sintetizza così il proprio intervento:
«Le parole come mazzo di palloncini per abbattere/esaltare il mio ego – Quando mi sentivo povero di significato, la musica mi ha aiutato a dare un senso alla mia vita». Come la Psicologia può contribuire a comprendere i messaggi della musica RAP/TRAP come una delle forme di espressione della propria identità? Musica, emozioni, pregiudizi, stereotipi, fragilità emotiva, sistemi educativi: questi saranno alcuni dei temi trattati con l’obiettivo di trovare una sintesi virtuosa e utile per tutti gli attori in gioco.
Chiude la quaterna di relatori Marzio Villari, creativo e docente di linguaggi della comunicazione. Essendo la musica rap -e in generale tutta la musica- un linguaggio universale, diventa interessante comprendere se l’ispirazione del rap arriva solo dal mondo reale o anche dalla visione del mondo. Vediamo allora cos’è il linguaggio, com’è nato e perché, cosa ha cambiato negli individui, quanto ha inciso sui nostri comportamenti? «Perché mai definire intelligenza artificiale un software che lavora sul plagio? Semmai è una copiona artificiale» dichiara Villari «Il linguaggio costruisce la visione del mondo e non il mondo reale, non cambia la realtà, ma la narrazione può farla percepire in un modo diverso, è così adesso ed è sempre stato così».
Simona Ferro, Assessore alle Politiche Giovanili di Regione Liguria
«Ringrazio la sezione Fidapa di Genova per questa interessante e innovativa iniziativa che affronta aspetti importanti della nostra società. È un dato di fatto che le nuove generazioni fatichino a trovare una loro dimensione nella realtà quotidiana, come testimoniano gli episodi di violenza, l’incremento dei disturbi alimentari, i casi di suicidio e i disagi di vario genere che dimostrano come gli adolescenti vivano grosse difficoltà a livello personale che hanno a che vedere, più che con il contesto musicale, con il loro stare al mondo le forme musicali come la rap/trap, ad esempio, sono figlie del nostro tempo che permettono a diversi artisti di esprimere se stessi, indipendentemente dalle controversie sul contenuto o sul messaggio delle canzoni. Anziché vedere un nemico nei testi delle canzoni e arrendersi all’idea che i giovani non siano in grado di distinguere tra ciò che è positivo o negativo, è necessario lavorare per allenare e sviluppare il senso critico degli adolescenti, per aiutarli a leggere tra le righe, a crearsi dei valori e dei principi solidi».
Seguirà il dibattito con il pubblico.
CS.
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Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiUltime Notizie
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