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RIPARTE IL “FESTIVAL DELL’ECCELLENZA AL FEMMINILE”: UN VIAGGIO ALLE ORIGINI PER RESTARE UMANI
La rassegna avrà luogo dal 15 ottobre al 12 dicembre con la presenza nel cartellone di 35 titoli, di cui 27 in collaborazione con il Teatro Nazionale di Genova. Madrina della ventunesima edizione, Licia Colò
di Alessia Spinola
GENOVA – È con l’obiettivo di essere più umani e di tornare alle origini che prende il via il XXI Festival dell’Eccellenza al Femminile, in programma nei principali luoghi della cultura di Genova dal 15 ottobre al 12 dicembre. Il Festival quest’anno vede nel cartellone la presenza di 35 titoli: 27 in collaborazione con il Teatro Nazionale di Genova, 3 nei centri antiviolenza in collaborazione con l’UDI – Unione Donne Italiane, 1 a Palazzo Ducale per il progetto teatrale di Laura Curino “Un altro lunedì”, 1 nelle piscine di Albaro che unisce attrici e atlete, 3 della maratona per la pace, una masterclass gratuita con Eugenio Barba e Julia Varley e sei prime nazionali, oltre al progetto “Ancestrali” a cura di Alessandra Vannucci.
Madrina d’eccezione per quest’anno, Licia Colò, al centro della nuova produzione su Fosco Maraini, «Il gioco dell’universo”: In quest’occasione ancora una volta si parla di Terra, la nostra casa comune. Personalmente amo il teatro, ma in questo momento credo sia ancora più importante una presenza del generre perché ci stiamo tutti un po’ disumanizzando. L’idea di guardarsi e parlarsi in faccia sembra quasi impossibile. Mi sono emozionata quando ho visto la protesta dei camalli di Genova. Siamo tutti bravi a riempirci la bocca di parole ma le cose concrete non si fanno così facilmente e a loro va tutta la mia ammirazione. Nel tempo mi sono dedicata a promuovere i valori dell’universo femminile che molte volte non ha nemmeno idea di cosa siano i diritti umani e dobbiamo continuare a farlo tutti e sentirci responsabili di far conoscere anche realtà che non ci appartengono».
«Un Festival per tornare alle origini e restare umani, che vuole guardare indietro e realizzare un viaggio senza confini nella memoria e nei tabu della nostra vita su questa Terra, declinando la nascita, il tempo, il corpo, il desiderio, l’amore, la morte, il sogno attraverso il Teatro», commenta la direttrice Consuelo Barilari.
Il Festival aprirà con “Age Pride” il 15 ottobre, una riflessione sul tempo e i pregiudizi sull’età, la mancanza di diritti, tutele e attenzione sociale nella città più AGE d’Europa. Si compone di quattro spettacoli e una tavola rotonda con Lidia Ravera. Gli spettacoli sono: “Age Pride” (15 ottobre), “Io il cous cous e Albert Camus” (26 ottobre), “A Love Supreme” (11 novembre) e “Il grande vuoto” (28 novembre).
Lo spettacolo “Age Pride” (15 ottobre) tratto da Lidia Ravera e con Alessandra Faiella, è un monologo provocatorio che ribalta gli stereotipi sull’età con un’accusa ribelle e ironica all’ageismo e apre una rassegna di cinque spettacoli comici. Gli altri quattro sono: “La moglie perfetta” (16 ottobre) di e con Claudia Trippetta, un decalogo delle buone maniere di ieri e forse anche di oggi, tragicomico e pungente. “Esagerate” (17 ottobre) di e con Cinzia Spanò sulla disparità di genere; “Ma che razza di Otello” (18 ottobre) di Lia Celi con Marina Massironi, riscrittura della tragedia shakesperiana vista da lei, con musica dal vivo e ampi riferimenti al presente. “Lei non sa cosa vuole” (19 ottobre) di Luisa Merloni, anche interprete insieme a Daniele Natali, con Sigmund Freud in cortocircuito nel confronto con le donne della sua vita.
Fin dalla sua nascita, il Festival dell’Eccellenza al Femminile ha scelto di mettere al centro le voci, le storie e la creatività delle donne. Per il triennio 2025-2027 l’iniziativa si sviluppa in un percorso chiamato “Trilogia delle origini”, che prende forma attraverso tre simboli naturali: Terra, Acqua e Aria.
«Il linguaggio degli elementi – racconta la direttrice artistica Consuelo Barilari – ci consente, in ambito teatrale, di intrecciare mito e scrittura contemporanea, opere di giovani autori e tradizione, contaminando arti e linguaggi diversi. In questo orizzonte, la donna si colloca come presenza essenziale in un immaginario proiettato verso il futuro. Affrontiamo i nodi fondamentali dell’esistenza: nascita, corpo, tempo, desiderio, amore, morte, sogno».
La XXI edizione del Festival dell’Eccellenza al Femminile porta in scena sette debutti nazionali, distribuiti tra alcuni dei luoghi simbolo del teatro e dello sport genovese. Il 29 ottobre al Teatro Eleonora Duse si apre con Processo alla democrazia di Pietra Selva Nicolicchia, un rito teatrale che coinvolge il magistrato Gian Carlo Caselli, il giornalista Marco Travaglio, attori e rappresentanti della società civile in un confronto sul significato della sovranità popolare. Pochi giorni prima, il 21 ottobre al Teatro Modena – Sala Mercato, va in scena Bisogna lavorare l’argilla, regia di Massimo Luconi, un omaggio poetico e musicale alla grande artista cilena Violeta Parra, interpretato dalla cantante Flo (Floriana Cangiani). Il 4 dicembre il Teatro Nazionale di Genova ospita Il gioco dell’universo, testo di Dacia Maraini dedicato alla figura del padre Fosco, con la drammaturgia di Maria Dolores Pesce, l’interpretazione di Manuela Kustermann e Maximilian Nisi diretti da Consuelo Barilari e la partecipazione speciale di Licia Colò; le immagini del celebre etnologo sono concesse dalla Fondazione Alinari e dal Gabinetto Vieusseux di Firenze. Sempre al Teatro Modena – Sala Mercato, il 5 e 6 dicembre, Fiorenza Menni presenta Armande sono io!, un intenso ritratto dedicato alla critica e filosofa Carla Lonzi, autrice del celebre Sputiamo su Hegel e figura ancora oggi centrale nel pensiero femminista. Il 7 dicembre il Teatro Nazionale di Genova dà voce al dramma della guerra con Rispost@ua della drammaturga ucraina Neda Nezhdana, interpretato dalla giovane attrice Anna Bodnarchuk, mentre l’11 dicembre, nello stesso teatro, arriva Controtempo di e con Anna Dego e Anna Stante, un racconto universale sull’amicizia e sui sentimenti in conflitto, sospeso tra teatro e danza. Unico appuntamento fuori dalle sale teatrali è quello del 6 dicembre alle ore 18 allo Stadio del Nuoto di Albaro, dove debutta Eumenidi in piscina, un originale progetto ispirato a Eschilo e diretto dall’ex nuotatrice e regista statunitense Yassi Jahnmir. Qui la scena si sposta nell’acqua, con la partecipazione di giovani attori e delle atlete della squadra ufficiale di nuoto artistico della Rari Nantes Savona. Lo spettacolo rientra nel programma di Liguria Regione Europea dello Sport 2025, sottolineando il dialogo tra arte, mito e discipline sportive.
Tra gli appuntamenti più attesi del Festival spicca la presenza di un grande maestro della scena contemporanea, Eugenio Barba, fondatore dell’Odin Teatret, insieme a Julia Varley, storica interprete della compagnia. Il 2 novembre al Teatro Nazionale di Genova sarà presentato Compassione, scritto da Barba e interpretato da Varley, che intreccia tre racconti dedicati alle figure palestinesi Khalida Jarrar e Ahed Tamimi, simboli di resistenza e di speranza. La Varley, dal 1983 impegnata anche nel progetto internazionale Magdalena Project, rete mondiale di donne protagoniste del teatro, sarà al centro di questa serata speciale. Il giorno precedente, 1° novembre, lo stesso Barba guiderà una masterclass gratuita al Teatro Duse, con prenotazione obbligatoria: per partecipare è necessario accreditarsi sul sito del Teatro Nazionale di Genova e inviare un breve curriculum con le motivazioni alla segreteria del Festival, ricevendo poi conferma dell’iscrizione.
Il 29 ottobre prende inoltre il via “Un altro lunedì”, progetto di empowerment femminile contro la violenza sulle donne firmato da Laura Curino, realizzato in collaborazione con l’UDI – Unione Donne Italiane e i Centri Antiviolenza. L’iniziativa si sviluppa attraverso spettacoli di narrazione autobiografica che avranno luogo presso la Biblioteca Margherita Ferro del Centro Antiviolenza (29 ottobre, 11 novembre e 19 novembre), per poi concludersi il 28 novembre a Palazzo Ducale con uno spin-off presentato da Laura Curino e interpretato da Chiara Magri e Giulia Manzini.
Un omaggio particolare è riservato all’autrice e regista Fabiana Iacozzilli, di cui il Festival propone una piccola personale. Il 18 e 19 novembre arriva Oltre, opera ispirata a un drammatico fatto di cronaca del 1972, quando un aereo precipitato sulle Ande costrinse i sopravvissuti a nutrirsi dei corpi dei compagni; lo spettacolo, in debutto assoluto al Romaeuropa Festival, arriva così a Genova come tappa significativa del suo percorso. Il 28 novembre, invece, sarà la volta de Il grande vuoto, scritto con Linda Dalisi e candidato a sette Premi Ubu nel 2024, un intenso ritratto familiare che esplora la fragilità della memoria di una madre segnata dall’Alzheimer.
Tre titoli mettono in scena diverse sfumature dell’identità femminile: A love suprême di Xavier Durringer (11 novembre), interpretato da Nadia Fabrizio e diretto da Dominique Pitoiset, racconta la storia di una donna chiusa nel camerino di un peep show, sospesa tra sogni infranti e desiderio di riscatto; Antigone di Jean Anouilh (3 dicembre), con la regia di Roberto Latini e un cast di primo piano che include Manuela Kustermann, Roberto Latini e Francesca Mazza, rilegge il mito della giovane ribelle che chiede giustizia per il fratello; R.osa (1 dicembre) di Silvia Gribaudi con Claudia A. Marsicano, spettacolo cult che mette al centro il corpo femminile con ironia, leggerezza e forza poetica, evocando figure come Jane Fonda e Botero.
Grande attenzione è dedicata anche alla drammaturgia contemporanea e alle voci emergenti grazie alla rassegna Rabdomanti, che raccoglie tredici titoli firmati da artiste capaci di mescolare teatro, danza, marionette, cibo e parola. Il 26 ottobre al Teatro Nazionale di Genova apre Il diario di Irene Bernasconi di e con Laura Nardi, storia vera di una maestra montessoriana che all’inizio del Novecento scelse di lavorare con i bambini più poveri dell’Agro Romano. Nella stessa giornata, il Teatro delle Ariette propone Teatro naturale? Io, il couscous e Albert Camus, con Paola Berselli e Stefano Pasquini, dove racconto e cucina si intrecciano in scena. A seguire, il 5 dicembre, Fear no more di Francesca Sangalli, regia di Simona Gonella, dedicato a Virginia Woolf, mentre il 6 dicembre arriva L’estasi della lotta di Angela Dematté, interpretato da Carlotta Viscovo, che racconta la vita intensa e tragica della scultrice Camille Claudel.
Il 7 dicembre Rabdomanti propone al Teatro Modena una vera e propria Maratona per la pace con tre spettacoli: alle 16 La guerra svelata di Cassandra di Salvatore Ventura, con Gaia Aprea e la regia di Alessio Pizzech, che guarda agli orrori del conflitto con lo sguardo della profetessa troiana; alle 18 Rispost@ua di Neda Nezhdana con Anna Bodnarchuk, già citato tra i debutti; alle 20 Peitho/Persuasione ideato da Irene Patra Zani e Federica Fracassi, con Fracassi e Dimitrios Papavasiliu, che intreccia voci e suoni attorno alla figura del filosofo Carlo Michelstaedter, morto suicida a soli 23 anni.
La rassegna prosegue il 10 dicembre con due titoli: Love Love Love di Virginia Cimmino e Matteo Dagnino, con Giorgia Fasce, un’indagine ironica sull’amore romantico oggi, e Mamme a metà di Silvia Nanni con Elena Miranda e Lisa Santanelli, che affronta il dolore di una maternità mancata. Il 12 dicembre chiudono C’era una volta di Noemi Francesca con Michelangelo Dalisi e Noemi Francesca, racconto intimo sull’istante della morte, e Maledetto nei secoli l’amore dal racconto di Carlo D’Amicis con Valentina Sperlì, monologo sulla fine e sull’ambiguità dei sentimenti. A questa sezione appartengono anche Armande sono io! e Controtempo, già presentati tra i debutti nazionali.
Infine, il progetto “Ancestrali”, curato da Alessandra Vannucci, invita a un percorso di laboratorio e performance che cerca di restituire al corpo le esperienze di altre genealogie femminili, attraverso esercizi di memoria emotiva e coreografie ispirate a gesti quotidiani. Il laboratorio prevede sei incontri dal 4 al 25 novembre, ciascuno della durata di tre ore, con iscrizione via email alla segreteria del Festival.
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiMessaggi correlati
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