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Le opere di Gaetano Pesce colorano tre piazze di Genova
GENOVA – Si chiamano Up di stracci gigante, Sedia portaritratti e Maestà tradita, le tre gigantesche opere di Gaetano Pesce installate in altrettante piazze del centro cittadino e che costituiscono la parte open della mostra dell’artista In ricordo di un amico, che inaugura domani a Villa Croce.
Le tre installazioni, delle quali segue didascalia, sono state presentate questa mattina dall’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso e dal Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti.
«In ricordo di un amico è una personale di uno dei principali artisti contemporanei e si articola in due settori. Oltre a queste opere monumentali in esterno, inauguriamo un allestimento al Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, dove tra l’altro è stata installata un’altra opera gigante inedita, realizzata nel periodo del lockdown e che Gaetano Pesce ha deciso di esporre per la prima volta, in onore della Liguria e dell’amico Germano Celant, un altro grande personaggio della cultura contemporanea, recentemente scomparso» ha spiegato l’assessore Barbara Grosso.
«Una mostra che celebra un grande ligure, un protagonista dell’arte e del design italiano nel mondo, e che, allo stesso tempo, conferma la centralità e la vitalità culturale di Genova – ha commentato il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti – una città che sta dimostrando di essere protagonista, di essere capace di cogliere lo slancio e le opportunità della ripartenza, dopo i mesi più difficili della pandemia. Allo stesso tempo questa esposizione, capace di aprirsi alla città e coinvolgere il pubblico, di stupire e porre domande, come solo la grande arte sa fare, vuole ricordare un altro grande ligure come Germano Celant, un critico d’arte di primissimo piano, scomparso proprio a causa del Covid, nella primissima fase della pandemia».
Ecco le didascalie delle opere. Si ricorda ai colleghi giornalisti la presentazione della mostra, domani h 11 a Villa Croce
UP DI STRACCI GIGANTE (2016) è esposta in piazza De Ferrari ed è una versione fuori scala della celebre UP5&6. Un’altra versione, di dimensioni più ridotte, è esposta al Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce nella mostra di Gaetano Pesce. In ricordo di un amico.
La UP5 e il pouf Up6, nati nel 1969 dalla collaborazione con l’azienda C&B (ora B&B Italia) sono gli oggetti più iconici creati da Gaetano Pesce, vero manifesto del design radicale e del made in Italy degli anni ’60-’70.
Le due sedute fanno parte della serie cult UP, costituita da sette diversi modelli di poltrone in schiuma poliuretanica, materiale leggero e modificabile.
SEDIA PORTARITRATTI (2017) è esposta in piazza Matteotti. Secondo Gaetano Pesce, il design deve essere uno strumento di denuncia che interviene sulla società. Sedia Portaritratti è una delle opere che trattano il tema dell’uguaglianza e della valorizzazione delle differenze. L’installazione è un omaggio alla diversità, uno dei punti cardini della ricerca di Pesce, per cui la unicità, “l’errore” è fonte di arricchimento. Una sfida e una rivolta contro la standardizzazionee la globalizzazione perché “Gli uguali non comunicano, invece lo fanno i diversi”
MAESTÀ TRADITA (2016) è esposta in piazza Fontane Marose. La grande installazione, che si ispira alle grandi pale delle Madonne in trono della tradizione artistica italiana, intende essere “un monumento alla ‘liberazione’ femminile e del femminile, testo di accusa e manifesto di una nuova civiltà, condanna per un mondo maschile che continua a tradire, offendere e violentare la sacralità del corpo femminile, costringendo la donna a sopportare esperienze di mercificazione, manipolazione ed emarginazione insopportabile”.
Vediamo infatti una figura avvolta in un pesante mantello che siede su un trono. A fianco una sfera metallica è legata alla caviglia sinistra della donna. La sfera ricorda il pouf della seduta Up, che si può ammirare, in versione ricoperta di stracci, in piazza De Ferrari.
C. S.
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiUltime Notizie
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