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Festival dell’Eccellenza al Femminile, la Rivoluzione e la storia di Nadia Krupskaja in scena alla Sala Mercato
GENOVA – In anteprima nazionale, per la sua XVII edizione, il Festival dell’Eccellenza al Femminile in collaborazione con il Teatro Nazionale di Genova, venerdì 26 novembre porta in scena alla Sala Mercato l’opera teatrale di Ritanna Armeni – giornalista e scrittrice, attenta alla storia delle figure femminili del ‘900 europeo – dedicata alla moglie di Lenin, Nadezhda Kostantinovna Krupskaja.
A seguire, un incontro con l’autrice, condotto dalla giornalista e storica delle donne Silvia Neonato.
IL TESTAMENTO di Nadia Krupskaja – di Ritanna Armeni. Regia di Consuelo Barilari.
L’opera di Armeni è dedicata alla vedova di Lenin, depositaria del suo testamento politico.
La vicenda si svolge nell’arco di un’ ora circa negli uffici del Cremlino, in attesa di un incontro tra Nadežda e Stalin, per la consegna al Congresso del Testamento che Lenin scrisse sul futuro del Partito Comunista. I rapporti tra Nadia Krupskaja e Stalin non erano semplici: lei condannava le persecuzioni contro i figli dei cosiddetti “traditori della patria” e si diceva che al XVIII congresso di partito volesse rendere pubblica una lettera, scritta da Lenin poco prima della morte, in cui dimostrava grande preoccupazione per la sorte del partito con a capo Stalin, proponendo come suo successore un altro candidato. Ritanna Armeni mette al centro della Storia una donna, protagonista delle sorti del Partito comunista e dello stalinismo, l’amore e la vita con il capo della rivoluzione e il rapporto con Inessa Armand, amante di Lenin. La suspence e l’atmosfera da giallo psicologico avvolgono la vicenda, mentre sullo sfondo aleggia la presenza di Stalin. Nadežda morirà di peritonite acuta alcuni giorni dopo il suo settantesimo compleanno e Stalin, che le aveva inviato una torta (al veleno, qualcuno ha ipotizzato), porta personalmente l’urna con le sue ceneri dentro le mura del Cremlino, in una nicchia d’onore poco distante dal mausoleo, dove riposa la salma imbalsamata del suo amato Lenin.
Nadežda Konstantinovna Krupskaja (1869 -1939): «Se voi volete onorare la sua memoria, costruite degli asili nido, dei giardini d’infanzia, edificate case, biblioteche, policlinici, ospedali, ricoveri per invalidi e così via, e soprattutto mettete in pratica i suoi insegnamenti».
Nata a San Pietroburgo in una famiglia aristocratica che la educa però all’internazionalismo, affascinata dagli ideali di Tolstoj, Krupskaja insegna in una scuola serale domenicale frequentata da operai, svolgendovi anche attività di propaganda rivoluzionaria. Aderisce a un circolo marxista dove, nel 1894, incontra Lenin. Condannata alla deportazione per tre anni, chiede di essere inviata nel villaggio della Siberia in cui già è stato deportato Lenin. Durante l’esilio, e i sedici anni dell’emigrazione tra Monaco, Londra, Ginevra e Parigi, lavora senza sosta per la causa rivoluzionaria. Nel 1917 il ritorno in Unione Sovietica, primo Stato socialista della Storia, è trionfale.
Dirigente del Partito con deleghe vastissime (alfabetizzazione, università, biblioteche, teatro, cinema, musei), ha la condizione della donna e della gioventù come interessi primari. Aveva già scritto La donna lavoratrice e, con lstruzione popolare e democrazia del 1917, sistematizza il suo metodo didattico.
Lavoratrice instancabile, si occuperà sempre della corrispondenza con gli organi di partito e con i compagni (fino a quattrocento lettere al giorno), amando soprattutto rispondere ai bambini. Non riuscirà ad avere figli ma reagirà al dolore di questa mancanza proponendosi come missione il destino della generazione futura: è opera sua l’organizzazione dei pionieri e dei giovani comunisti; inoltre, non spezzerà mai i legami con i figli di Inessa Armand, amante di Lenin. Dopo la morte del marito, e nonostante Stalin, continua imperterrita a lavorare.
Krupskaja verrà ricordata con riconoscenza dal popolo sovietico e il suo spirito aleggia scherzoso ma deliberativo in sede di esami all’università: “Qual era il cognome del marito della Krupskaja?” è ancora la domanda trabocchetto con cui si usa decidere, certamente e rapidamente, della promozione degli studenti all’esame di storia.
A seguire LA MUSA DELLA RIVOLUZIONE
Incontro
Con Ritanna Armeni, autrice del testo teatrale, giornalista e scrittrice. Conduce Silvia Neonato, giornalista e storica delle donne.
Il racconto IL TESTAMENTO di Ritanna Armeni è tratto dal libro MUSA E GETTA. Sedici scrittrici per sedici donne indimenticabili (ma a volte dimenticate) a cura di Arianna Ninchi e Silvia Siravo – Ponte alle Grazie, Milano, 2020.
Musa e getta è un format al femminile con cui il Festival intende celebrare donne che hanno vissuto accanto a grandi uomini, che hanno vissuto accanto a grandi donne: Lou Andreas-Salomé, Luisa Baccara, Maria Callas, Pamela Des Barres, Zelda Fitzgerald, Rosalind Franklin, Jeanne Hébuterne, Kiki de Montparnasse, Nadia Krupskaja, Amanda Lear, Alene Lee, Dora Maar, Kate Moss, Regine Olsen, Sabina Spielrein. e esaltarne l’arte di ispirare i talenti. Si tratta di un progetto crossmediale, che si articola in ambito editoriale e teatrale.
Tutti gli incontri, i dibattiti sono ad ingresso gratuito e l’accesso sarà consentito esclusivamente ai visitatori muniti di Green Pass.
Per gli spettacoli al Teatro Nazionale di Genova BIGLIETTI intero € 16, under 30 (e donne delle associazioni femminili e dei centri antiviolenza) € 11
BIGLIETTERIE Teatro Ivo Chiesa /Teatro Modena/Teatro Eleonora Duse
Biglietteria telefonica 010 5342400 (da martedì a sabato ore 10-13 e 15-18)
Biglietteria online Info: 0105342300 / biglietti.teatronazionalegenova.it
Schegge di Mediterraneo Via al Ponte Calvi 6/1d 16124 Genova tel. 010 6048277
segreteria@eccellenzalfemminile.it scheggedimediterraneo@fastwebnet.it
Su Redazione
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