Le “Voci Sole” di Massimo e Christian Olcese sulla violenza e la sua manipolazione mediatica. La recensione

Di il 11 Gennaio 2026

di Giorgia Di Gregorio

GENOVA – Ieri sera al Teatro Internazionale di Quartiere è andato in scena per la prima volta “Voci Sole” , l’ultimo spettacolo scritto da Christian Olcese e Massimo Olcese e diretto dal primo. Un Tiqu sold out per questa giovane e coraggiosa restituzione di residenza tutta made in Genova nel cuore della città.

Come il regista aveva già anticipato nella sua intervista alla redazione, lo spettacolo nasce dall’esigenza di parlare di violenza, di genere e non, tra gli adolescenti di oggi scaturita da un’esperienza avuta lavorando a contatto con loro. In ballo i due Olcese hanno messo tanta carne al fuoco, rendendone il sapore tenero con il linguaggio dell’ironia e della comicità tutta genovese.

I fatti in scena: lo spettacolo verge nello studio televisivo del programma d’inchiesta “Voci Sole”. Il conduttore Brenno Parioli (Massimo Olcese) e la valletta Ludmilla (Marial Bajma-Riva) preparano e ospitano nel loro salotto una puntata dedicata ad un episodio di aggressione e violenza sessuale nei confronti di una ragazza – Paola (Giorgia Fasce) – da parte di un suo amico – Alessio (Francesco Patanè) – durante una festa di fine maturità e pubblicato in seguito sui social. I testimoni presi in causa sono due: Ginevra (Antonella Loliva), migliore amica di Paola, e Jack (Federico Pasquali), amico di Alessio e host della serata.

Fin da subito il focus è sui diversi approcci alla narrazione dei fatti dei due conduttori. Il primo cerca la spontaneità della testimonianza dei ragazzi, una naturalezza non “pensata” del dire quello che è successo. Ludmilla, da brava donna di spettacolo, cerca invece la suspence, la notizia sconvolgente, le emozioni forti ed è disposta anche a distorcere le parole di Jack pur di ottenere uno scoop.

Tutto ciò – e con tutto ciò intendo il racconto dei testimoni e quello di Alessio, anch’esso ospite in studio, delle sue sedute terapeutiche per capire cosa gli era successo – viene interrotto da divertenti messaggi promozionali, per i quali bisogna puntualmente fermare la trasmissione e acchiappare l’audience dello spannung, dai “momenti Ludmilla” in cui la valletta legge messaggi del pubblico che commentano live la vicenda attraverso i social, e dalle sporadiche ma esilaranti incursioni del cameraman/assistente di studio Pierluigi (Christian Olcese).

Da qui lo snocciolamento di due temi in particolare: in primis il meccanismo televisivo e la strumentalizzazione di notizie a fini scandalistici.In secundis il contrasto tra la condanna totale da parte di Ludmilla – certo, esasperata ed esagerata , ma comunque, a mio giudizio di donna, condivisibile – e la volontà di non demonizzare e trovare l’unico capro espiatorio della vicenda in Alessio da parte, invece, di Brenno, che preferisce allargare il suo campo d’inchiesta alle persone che hanno ripreso la violenza con i propri telefoni, a quelli che non hanno reagito in difesa di Paola al momento della violenza (il famigerato effetto spettatore) fino a trovare nella matrice competitiva della famiglia del ragazzo i germi di questa inaspettata esplosione di violenza.

In tutto questo Paola non c’è. Si vede in pochi momenti, al preludio dello spettacolo e alla conclusione. Paola, ovviamente, viene sempre tirata in ballo con messaggi di preoccupazione diretti o indiretti. Paola si è isolata, non ha neanche denunciato la violenza, e si è rifiutata di presentarsi in studio per mettere in scena la propria storia, ancora certamente dolorosa e non adatta a stare sotto i riflettori. Una denuncia in verità la fa per mano di Brenno che legge in studio una lettera che lei gli aveva mandato per rifiutare l’ospitata. Le sue parole ci critica non sono rivolta ad Alessio ma alla strumentalizzazione da parte dei media, cartacei e digitali, di qualsiasi notizia possa creare reazioni forti, portando a manipolazioni, ed ingigantimenti.

Ingigantimenti che l’unico riscontro che hanno è quello di rimpicciolire la gravità di ciò che succede, dell’effettiva portata che una violenza ha sulla vita di chi la vive e di chi la pratica, e, soprattutto, in quale contesto essa nasca e trova spazio di essere. Gli incubi di Paola rimangono con lei e l’affetto delle persone che le sono accanto certamente leniranno le sue ferite e la aiuteranno ad elaborarle.

Il tema della violenza è molto delicato da trattare perché tocca corde personalissime e dolorose. L’unica certezza che si ha all’uscita dalla sala è che la televisione non è il posto migliore in cui metterla in scena.

Dopo la tappa genovese lo spettacolo andrà in scena al Teatro Alessandrino di Alessandria giovedì 15 sempre alle 21.

“Voci Sole” – scritto da Christian Olcese e Massimo Olcese e diretto da Christian Olcese

Cast di Voci Sole:

Massimo Olcese – Brenno Parioli
Francesco Patanè – Alessio
Marial Bajma-Riva – la valletta Ludmilla Persico
Giorgia Fasce – Paola
Federico Pasquali – Jack
Antonella Loliva – Ginevra
Christian Olcese – cameramen Pierluigi
Davide Piero Runcini (Gianduiotto) – pianista

Crediti tecnici:
Musiche: Davide Piero Runcini
Canzone: Christian Olcese
Voce della canzone: Silvia Piccollo
Consulenza musicale: Silvia Piccollo
Costumi: Virginia Barone
Direttore luci: Edoardo Nervi
Drammaturgia: Christian Olcese e Massimo Olcese
Regia: Christian Olcese

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