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“BAMBU” AL TEATRO DEL PONENTE, LO SPETTACOLO CHE PORTA A GENOVA LA DANZA DELL’AFRICA SUBSAHARIANA
Una rappresentazione che stravolge i canoni eurocentrici e le performance che siamo abituati a vedere per due serate all’insegna dell’arte e dello scambio culturale. Un’occasione per conoscere nuovi modi di esprimersi e di esibirsi, i tre artisti porteranno sul palco fragilità e dolori personali trasportando il pubblico in un mondo apparentemente distante stimolando riflessioni ed emozioni
GENOVA – Il Teatro del Ponente apre le sue porte alla danza e al teatro contemporaneo africano con “Bambu”, il progetto di Roberto Castello presentato il 7 ottobre al RomaEuropaFestival.
Lo spettacolo, in scena il 23 e 24 ottobre, si inserisce all’interno della rassegna di teatro e danza Resistere e Creare, sul palco saliranno tra artisti provenienti da Madagascar, Burkina Faso e Sudafrica per due serate all’insegna del movimento e della scoperta di nuovi modi di fare danza.
Alle 20.30 saliranno sul palco Julie Iarisoa, Humphrey Maleka e Aziz Zoundi che trasporteranno il pubblico in uno spettacolo inedito, occasione di scoperta e di apertura di nuovi orizzonti culturali che superano i classici modelli eurocentrici e portano a conoscere un nuovo panorama artistico.
Le tre esibizioni in programma
Ad aprire le serate sarà Julie Iarisoa con “Un voyage autour de mon nombril”, esibizione che denuncia l’ingiustizia legata alla difficoltà di viaggiare per i cittadini malgasici. L’isola si trasforma quindi in una metafora della condizione umana e della solitudine e l’impossibilità di viaggiare muta diventando occasione di un viaggio dentro sé stessi.
La danza diventa strumento in grado di portare in scena il dolore e la speranza con un’alternanza di movimenti che variano dalla frenesia alle sospensioni per restituire allo spettatore un viaggio nelle emozioni della performer.

Humprey Maleka porta sul palco “Naka tša go rwešwa”, coreografia che nasce dalla parola “scoperta” intendendo quelle realizzate dagli stranieri in Africa che dopo tali scoperte si sono arrogati il diritto di cambiare nomi a persone, luoghi e oggetti nel tentativo di eliminare storie e identità.
A chiudere la serata sarà Aziz Zoundi con “Chute Parpetuelle”, performance ideata dopo la morte della zia, unica sostenitrice del suo sogno di diventare artista. Zoundi, proveniente dal Burkina Faso, nasce in una famiglia che osteggia il suo desiderio di vivere della sua arte, unica figura che lo incoraggia è proprio la zia.
La danza assume qui il ruolo di cura e terapia, Zoundi porta in scena il suo dolore nel tentativo di rielaborazione e messa a nudo della fragilità.
Lo spettacolo sarà occasione di incontro nell’ambito del ciclo “Per un Lessico delle Arti performative”, il 24 ottobre alle 17 presso l’aula 9 di Via Balbi 2, avrà luogo il seminario “Cheza” con Roberto Castello.
“Cheza” in swahili (lingua nazionale di molti paesi dell’Africa Orientale) significa ballare, suonare, giocare, un termine che racchiude al suo interno diverse sfumature e può assumere diversi significati.
L’ingresso al seminario è libero, sarà possibile collegarsi online.
Il costo del biglietto per vedere lo spettacolo è di 15€ intero, ridotto under 28 10€.
La biglietteria del Teatro della Tosse è in piazza R. Negri 4; risponde al numero 0102470793 ed è aperta da martedì a sabato dalle ore 15 alle ore 19; la domenica, in caso di spettacolo dalle ore 15.
Il Teatro del Ponente è in piazza Odicini 4, Genova Voltri. La biglietteria è aperta da martedì a venerdì dalle 15 alle 18; sabato, domenica e festivi da un’ora prima dello spettacolo.
Per informazioni contattare lo 0102470793 o scrivere a promozione@teatrodellatosse.it, per tutti gli aggiornamenti sul programma, gli orari e le promozioni visitare il sito teatrodellatosse.it
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Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiMessaggi correlati
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