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AL VIA IL VENTIDUESIMO “FESTIVAL DELLA MENTE”: I PRIMI APPUNTAMENTI SULL’INVISIBILE DI MAGRI, RECALCATI E NUCCI
La prima giornata sarzanese dedicata alla divulgazione della cultura per tutti è iniziata con la lectio magistralis del Presidente del Comitato Scientifico dell’ISPI su Trump e i primi ospiti del programma 2025
di Giorgia Di Gregorio
SARZANA (SP) – Ieri sera Sarzana ha ufficialmente dato il via alla ventiduesima edizione del “Festival della Mente”, evento di punta dello spezzino dedicato alla divulgazione del sapere e della cultura alla portata di tutti. In seguito ai saluti e ringraziamenti istituzionali da parte della sindaca Cristina Ponzanelli, il Presidente della Fondazione Carispezia Andrea Corradino, l’assessore regionale Giacomo Raul Giampedrone e la direttrice del Festival Benedetta Marietti, ad inaugurare l’anno degli “Invisibili” è stato Paolo Magri con la lectio magistralis “La rivoluzione invisibile di Trump”.
Vediamo nel dettaglio i primi appuntamenti della manifestazione a cui GOA Magazine ha partecipato: la lectio magistralis, “Polvere di gesso: cos’è un maestro?” di Massimo Recalcati e “Il filosofo dell’Invisibile – la giovinezza” di Matteo Nucci.
In Europa “Nessun Dorma”: la lectio magistralis di Paolo Magri
Paolo Magri, Presidente del Comitato Scientifico dell’ISPI e docente Bocconi di Relazioni Internazionali, ha aperto l’edizione con una conferenza sul Presidente degli Stati Uniti Trump. Una scelta apparentemente paradossale vedendo come Magri stesso lo definisce il “presidente più visibile degli ultimi decenni”. Ogni giorno siamo sommersi dal visibile del POTUS, un visibile atto a rendere invisibile ciò che veramente conta e che sta minando, non proprio in punta di piedi, il sistema interno americano e quello internazionale.
Il politologo ha ridato al pubblico di Piazza Matteotti un quadro ordinato dell’apparente disordine trumpiano, mettendo in evidenza il suo corollario di contraddizioni ed instabilità che ogni giorno ci fanno “girare come una bambola”, come dice Magri attraverso le parole della Pravo. Trump è una wildcard che opera secondo uno schema “a 3 buste” alla Mike Buongiorno che, oltre all’opzione “fai il pazzo”, prevede anche quella “negozia” e “fai strategia”, sebbene si stenta a crederci. Schema che funziona a gonfie vele visto l’operato di licenziamenti, decapitazioni agli organi di potere e scavalcamento di organizzazioni internazionali che sta andando inosservato negli States.
La più grande democrazia del mondo, insieme a tante altre discepole, sta avendo dunque una deriva illiberale. Stiamo andando verso la catastrofe? Qual è la soluzione? Qui il monito finale del politologo: bisogna avere e agire con cautela, soprattutto in Europa. Bisogna svegliarsi e capire che l’aria è cambiata e che le scelte per muoversi in avanti devono essere prese in giorni, ore, non mesi o anni, vista la fragilità degli equilibri e delle identità in gioco sul panorama internazionale. Insomma, non genuflettersi e cadere nel trend dell’asservimento. “Nessun dorma”.
I maestri di Massimo Recalcati
Sempre sotto il tendone di Piazza Matteotti è stata poi la volta di Massimo Recalcati, uno dei massimi saggisti e psicoanalisti italiani contemporanei. Il suo intervento dal titolo “Polvere di gesso: cos’è un maestro?” ha avuto come focus proprio la figura del maestro e l’insegnamento. Procedendo per scene (da lui definite tali), Recalcati ricostruisce cosa per lui vuol dire apprendere e guidare nell’apprendimento, delineando i ruoli dell’allievo e quello del maestro.
Cos’è dunque un maestro? Cosa fa di qualcuno un vero insegnante? La polvere di gesso, la luce, la spinta nelle onde del mare. Ma anche la solitudine, la premura nel “parlare di ciò che gli preme”, la necessità del tempo dell’oblio ed infine saper tramontare. Il maestro è la passione che si consuma tra i gessetti e la lavagna e che rimarrà non solo sulla giacca dell’insegnante, ma anche su quella dell’allievo, un’eredità. Il maestro è anche colui che spinge, che non fa trattenere e che dice di non avere paura della libertà. Infine il vero insegnante riesce a spezzare la relazione conflittuale con lo studente lasciandogli lo spazio per crescere, rendendosi disponibile a tramontare. Perché il tramonto è il dono più grande che egli possa fare.
Nucci I: la giovinezza di Platone
Chiude il primo giorno di conferenze lo scrittore Matteo Nucci con l’inaugurazione del suo ciclo di incontri “Il filosofo dell’Invisibile” su Platone partendo dall’inizio, dalla sua giovinezza. Il letterato inizia da un importante presupposto, ossia che lo studio della vita di un filosofo, pratica generalmente desueta, si rivela invece fondamentale quando si parla di filosofia antica, in quanto essa sia un “modo di vivere, di curare l’anima”. In soldoni, per comprendere Platone bisogna conoscere il vissuto di Platone.
Si parte dunque dalle origini, la nascita nella culla della democrazia greca in un contesto aristocratico “biologicamente” politico (la madre Perictione discendete di Solone, lo zio Crizia capo dei Trenta tiranni di Atene), la costruzione del carattere attraverso l’esercizio fisico, la crescita durante la Guerra del Peloponneso, la sconfitta contro Sparta. Poi a vent’anni l’incontro che gli cambia la vita con Socrate, “la persona più strana” della città che lo individua subito come il prescelto, dotato intellettualmente e nell’anima, creando un rapporto privilegiato, frutto di future invidie segnanti. Da qui finisce la scrittura del maestro e iniziano i dialoghi, destinati a fermarsi con le accuse politiche a Socrate e la conseguente condanna a morte. Platone si dà malato nell’anima, finisce la sua giovinezza.
A domani con il continuo del racconto di Nucci sulla “maturità” di Platone, il tradizionale evento di punta di Alessandro Barbero, che quest’anno racconta a Sarzana l’invisibilità delle donne nel Medioevo, e le conferenze di Mariarosa Taddeo, Edoardo Albinati, Chiara Giaccardi, Michela Matteoli, Francesca Mannocchi, Leor Zmigrod, Sonia Bergamasco e Guido Tonelli.
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiUltime Notizie
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