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“I MILLE DEL PONTE”: LA STORIA DELLA RICOSTRUZIONE DEL SAN GIORGIO ARRIVA A TEATRO
Un racconto a stazioni, epico e musicale, dedicato agli uomini e alle donne che hanno realizzato il nuovo viadotto di Genova dopo il crollo del Morandi, l’Italia migliore che riscatta l’Italia peggiore.
GENOVA – Da martedì 31 gennaio a domenica 5 febbraio il Teatro Nazionale di Genova ospita nell’ambito della stagione 2022/23 I mille del ponte, scritto da Massimiliano Lussana da un’idea di Pietrangelo Buttafuoco. Nato come recital basato sull’omonimo libro fotografico realizzato con Fondazione Ansaldo, I mille del ponte, prodotto da A.S.C. Production e interpretato da Mario Incudine con i musicisti Pino Ricosta, Manfredi Tumminello e Antonio Vasta, viene adesso presentato per la prima volta sotto forma di spettacolo, che sposa la formula del teatro canzone, con la regia di Alessio Pizzech. Sponsor di questo riallestimento è Fincantieri, azienda da sempre protagonista della storia industriale della Liguria e tra quelle maggiormente impegnate nella costruzione del Ponte San Giorgio.
«I mille del ponte è una grande dichiarazione d’amore a Genova, l’espressione genuina del desiderio di ricordare, da una parte, ma anche di un impulso al rinnovamento che ha pervaso tutta la città» dichiara il Sindaco di Genova Marco Bucci. «Un racconto dedicato agli uomini e alle donne che hanno costruito il nuovo ponte di Genova, un’infrastruttura fondamentale per la nostra città, il Nord-Ovest italiano e l’Europa, frutto di un grande lavoro di squadra. Senza i mille del ponte non ci sarebbe il Ponte San Giorgio».
«Questo spettacolo ha il grande pregio di rappresentare e trasmettere un ricordo fondamentale, quello della tragedia del Morandi e la sua ricostruzione, momenti del nostro passato di grande importanza anche per il nostro futuro» commenta il Presidente della Regione Liguria e Assessore alla Cultura Giovanni Toti. «Trovo sia importante rendere ancora più condivisa questa memoria, perché la ricostruzione del viadotto sul Polcevera è stata frutto di un impegno corale non solo di aziende, operai ed ingegneri che hanno lavorato nel cantiere per realizzare il progetto di Renzo Piano, ma anche di oltre 500mila cittadini che hanno creato l’atmosfera e lo spirito necessari per realizzarlo. Credo sia questo il vero segreto del modello Genova: un impegno collettivo, che ha coinvolto lavoratori, pubbliche amministrazioni, imprese e società civile verso un obiettivo comune, realizzando il ponte in soli due anni in un Paese dove spesso le opere richiedono almeno dieci anni per vedere la luce». E aggiunge: «Interessante anche il richiamo al numero “mille” del titolo dello spettacolo, che ricorda i mille garibaldini partiti proprio da Genova per costruire l’Italia. Le grandi opere e i grandi obiettivi, del resto, non sono mai il risultato dell’impegno di una sola persona».
«Quando sono arrivato a Genova nel 2020 la città era ancora fortemente segnata dal crollo del ponte Morandi. Assistere all’inaugurazione del nuovo ponte, a distanza di pochi mesi, mi ha reso orgoglioso di essere entrato a far parte di questa comunità» racconta il direttore del Teatro Nazionale di Genova Davide Livermore. E aggiunge: «Rappresentare la contemporaneità e le istanze della nostra società è al centro della mission del Teatro Nazionale di Genova, che ha una grande tradizione di teatro documento. Anche per questo siamo particolarmente felici di ospitare questo spettacolo».
Dai saldatori a Renzo Piano, dagli autisti agli avvocati, dagli ingegneri all’operaio che ha avvitato l’ultimo bullone, I mille del ponte emoziona parlando di vite, di impegno profuso, di comunità. Con le foto proiettate sullo sfondo e una colonna sonora che va da De André a De Gregori, da I Trilli a Goldrake, il palco si popola di mille storie e personaggi. «Un omaggio ai lavoratori e alla genialità italiana che ritrova nel nuovo ponte una cattedrale rinascimentale 4.0», commenta Mario Incudine, attore, cantante, polistrumentista, tra i più significativi esponenti della musica popolare siciliana. E così da Genova si parte anche per la Sicilia, così come hanno fatto i mille di Garibaldi, e ci si ricollega a un altro ponte, quello sempre promesso e mai realizzato.
«I Mille del Ponte è una narrazione civile, racconta un episodio che appartiene alla nostra storia recente e che ha implicazioni universali. E poi c’è l’immagine straordinaria del costruire ponti, non solo fisici ma anche immaginari, tra persone e individui» commenta il regista Alessio Pizzech. «Ritrae un’Italia che cerca di fare bene, che cerca di reagire, di trovare le strade per dare forma alla propria creatività, alla propria idea di sistema paese. In controluce, però, compaiono anche le contraddizioni di cui è fatta la storia della nostra nazione».
«Tappa dopo tappa siamo arrivati a questo spettacolo, che vi farà ridere e piangere» afferma Massimiliano Lussana. «E sono davvero felice di questo debutto a Sampierdarena, nella Sala Modena del Teatro Nazionale di Genova, a poca distanza dal Ponte in sé e dai cantieri navali in cui è stato costruito questo ponte che ha la forma dello scafo di una nave, quasi un riassunto della storia industriale di Genova e dell’Italia».
I mille del ponte va in scena al Teatro Gustavo Modena da martedì 31 gennaio a domenica 5 febbraio 2023. Inizio spettacolo martedì e mercoledì ore 20.30, giovedì e sabato ore 19.30, domenica ore 16. Biglietti 16 euro, ridotti under 30 11 euro.
C. S.
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Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiUltime Notizie
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