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LA PASTICCERIA KLAINGUTI SI AGGIUDICA IL PREMIO “NOVITÀ DELL’ANNO” DI GAMBERO ROSSO
Il locale genovese è entrato così a far parte della prestigiosa guida Pasticceri e Pasticcerie 2026, presentandosi con nuova gestione ha scelto di camminare sulle orme della tradizione
di Alessia Spinola
GENOVA – È la pasticceria genovese Klainguti ad aggiudicarsi il prestigioso premio “Novità dell’Anno” della guida Pasticceri e Pasticcerie 2026 del Gambero Rosso, in collaborazione con Aia. “Affacciata su piazza Soziglia, ha riaperto le sue porte presentandosi alla città con un restauro rispettoso della tradizione e una nuova gestione decisa a valorizzarne l’eredità. Fondata nel 1826 dai fratelli svizzeri Klainguti, la pasticceria divenne rapidamente un punto di riferimento per l’élite cittadina e per quegli artisti e letterati che frequentavano la Superba nell’Ottocento. Nel corso dei decenni, Klainguti è sopravvissuta a guerre, mode mutevoli e trasformazioni urbane, restando una delle vetrine storiche più amate dal pubblico genovese e dai turisti“, si legge nell’articolo della guida gastronomica.
Dopo mesi di lavori, Klainguti si presenta oggi rinnovata grazie al progetto del gruppo Douce e Marco Rinella, senza aver perso la sua anima ottocentesca. Il restauro ha restituito agli interni l’eleganza originaria: boiserie, cornici dorate e vetrine sono state riportate allo splendore, gli stucchi puliti e l’illuminazione ripensata per valorizzare ogni dettaglio senza tradire il fascino d’epoca. Anche gli arredi storici, dai banconi ai raffinati ornamenti, hanno ritrovato la loro bellezza originale, rendendo l’atmosfera del locale un autentico viaggio nel tempo.
La nuova gestione ha scelto di camminare sulle orme della tradizione: le ricette storiche, dal celebre Falstaff ai dolci tipici genovesi, convivono con proposte aggiornate, pensate per dialogare con i gusti contemporanei senza snaturare l’identità che da quasi due secoli fa di Klainguti un simbolo della città.
Tra gli interventi principali c’è stata una significativa riduzione degli zuccheri, un tempo fondamentali per la conservazione dei prodotti, oggi superflui grazie alle moderne tecniche di refrigerazione. Le ricette originarie sono così state reinterpretate, mantenendo lo spirito autentico dei dolci storici, ma con alcuni accorgimenti contemporanei: formati mignon per permettere di assaggiare più specialità, consistenze più leggere e zuccheri calibrati, senza compromettere il carattere originale delle preparazioni. L’approccio della nuova gestione coniuga in questo modo fedeltà storica e sensibilità moderna, garantendo un’esperienza dolciaria rispettosa della tradizione ma adatta ai gusti di oggi.
La nuova gestione ha deciso di partire dal ricettario originale dell’ultimo esponente della famiglia Klainguti che aveva guidato la pasticceria nei primi decenni del Novecento. Da quelle pagine storiche sono nate le proposte dolciarie tradizionali, modificate solo quando necessario per rispondere alle esigenze moderne di gusto e nutrizione.
Tra le figure storiche che hanno varcato la soglia di Klainguti spicca Giuseppe Verdi, che rimase affascinato dal Falstaff, dolce creato su misura per lui. Del suo passaggio resta memoria concreta: un biglietto autografo conservato e riprodotto nel locale come testimonianza della lunga storia della pasticceria. Ancora oggi, le creazioni della casa attirano buongustai da ogni angolo d’Italia, mantenendo vivo il fascino di un’epoca passata.
Il Falstaff, morbido lievitato ripieno di crema allo zabaglione, resta il simbolo indiscusso del locale, ma il menu racconta anche altre gemme della tradizione svizzero-ligure: dai canestrelli alle torte da credenza dal sapore mitteleuropeo, come la torta Zena, con pan di Spagna imbevuto di Marsala, crema storica, canditi e mandorle, fino ai pasticcini mignon, veri concentrati di tecnica classica pensati per permettere di assaggiare più specialità in un solo giro di tavolo.
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiMessaggi correlati
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