COME CREARE UN TERRARIO: PROCEDURE, BASI E MODALITÀ

Di il 14 Luglio 2020

Realizzare un habitat ideale per le piante scelte è un’operazione non semplice da portare avanti: richiede impegno, manualità, pazienza e conoscenza. Scopriamo i primi passi da compiere per non commettere errori con i consigli di Martina Gallini di “Moss By Marti”

GENOVA – Avvicinarsi al magico mondo dei terrari è un’avventura appassionante in grado di stimolare la creatività ed affinare la manualità di ciascuno di noi. Ma non basta essere appassionati di piante, o avere il pollice verde, per cimentarsi in veri e propri creatori di opere d’arte in miniatura. Occorre anche pazienza, costanza e una buona dose di conoscenza di base. Non tutte le piante infatti possono convivere nello stesso habitat ma, soprattutto, anche la realizzazione degli strati alla base di ogni contenitore deve seguire una procedura rigorosa che non ammette eccezioni.

LA STRATIFICAZIONE DEL TERRARIO

Il primo passaggio è inserire nel terrario uno strato di ghiaia che ha la funzione di drenaggio. Si tratta di un passaggio fondamentale per garantirne la sopravvivenza. I terrari infatti non posseggono fori di uscita pertanto il terreno di base (o stato di drenaggio) avrà il compito di assorbire l’acqua in eccesso. Anche la grandezza delle pietre che lo compongono non dev’essere casuale ma proporzionata alla grandezza del terrario che si è scelto. Per completare gli strati di base bisogna poi inserire del terriccio con l’aggiunta del muschio sfagno che ha il compito, fondamentale, di impedirne la penetrazione nella ghiaia.

Conclusa la creazione degli strati di base che comprendono ghiaia e muschio, si procede con la creazione di un substrato che può essere costituito da terriccio, sabbia, creta e torba. Può essere acquistato nei vivai e rappresenterà la base sulla quale poggeranno le piante scelte per il proprio habitat.

L’INSERIMENTO DELLE PIANTE

A questo punto si potranno rimuovere le piante selezionate dai rispettivi vasi e inserirle delicatamente nel nuovo terreno che si è creato per il proprio terrario dopo aver ripulito e massaggiato accuratamente le radici. Un’operazione quest’ultima da portare avanti con accortezza e precisione di modo che le radici si inseriscano in modo efficace e si impiantino bene nel terreno. Per questo occorre creare un buco sufficiente per collocarle in modo corretto. Si consiglia poi di non avvicinare troppo le piante alle pareti del terrario di modo che le piante abbiano lo spazio per crescere senza incontrare ostacoli e respirare in modo adeguato. Importante: in base alla pianta che si è scelta per comporre il proprio terrario si può aggiungere del muschio. Se quest’ultimo fosse secco si può immergere in acqua per circa 15 minuti in modo da garantire l’adeguata idratazione al terrario.

L’AUTOALIMENTAZIONE

I terrari non richiedono acqua ma si autoalimentano attraverso il fenomeno della fotosintesi clorofilliana. Ai bordi si creeranno delle goccioline in grado di idratare le piante all’interno in modo uniforme. Soprattutto nei periodi più caldi è importante nebulizzare le pareti del terrario per favorire lo sviluppo delle piante. Nella prossima puntata parleremo di tipi di piante e manutenzione dei terrari.

Guarda i terrari di Moss By Marti

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Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Claudio Cabona, Giovanna Ghiglione e Giulio Oglietti. Le foto sono a cura di Emilio Scappini. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela Biagini

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