Tre nuove mostre a Palazzo Stella: dal 18 al 31 maggio Satura Art Gallery ospita gli artisti Vinicio Scotti, Bruno Grisolia e Domenico Asmone

Di il Maggio 16, 2019
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GENOVA – Le suggestive sale di Palazzo Stella faranno da cornice alle opere di tre nuovi artisti, tutti da scoprire alla Satura Art Gallery di piazza Stella. Le mostre saranno inaugurate sabato 18 maggio 2019 alle ore 17.00 e rimarranno visitabili fino al 31 maggio 2019 con i seguenti orari: dal martedì al venerdì 9.30 – 13.00 / 15.00 – 19.00, sabato 15.00 – 19.00.

Sensazioni di Liguria – mostra personale di Vinicio Scotti, a cura di Andrea Rossetti

Tecnica e cura nell’osservazione, e circa cinquant’anni di carriera, sono serviti a Vinicio Scotti per dimostrare oggi come in pittura possano convivere pacificamente un aspetto descrittivo-disegnativo, e quello intensamente cromatico-espressivo, senza che nessuna delle due istanze prevalga sull’altra. Importante per l’artista è mantenere una sostanziale equidistanza tra osservazione e azione, tra ciò che è reale e quanto concerne la sua riproduzione; ritornare perciò al proprio compito di narratore in grado di comporre un figurativo simbolicamente inteso, dove ogni elemento sia a sua volta soggetto narrante a sé, autonomo ma assolutamente non alienabile dalla scena.

Scotti, col tempo, ha maturato la convinzione pratica di riportare il figurativo – e in particolar modo i luoghi di una Liguria vissuta in prima persona – alla funzionalità piena di un racconto post-imitativo, che stimolando la contemplazione sincretizzi la presenza di un territorio architettonicamente e orograficamente specifico, indicandone la bellezza e ricordandone universalmente i valori di fragilità e impermanenza. Testimonianza di un’espansione visuale diretta a condizionare emotivamente le immagini, riprendendo quei luoghi come spazio per azioni passate e future, come scene segnate dalla friabilità cromatica di riflessi cielo/mare mutuati dall’Impressionismo.

Dimensioni sognate – mostra personale di Bruno Grisolia, a cura di Flavia Motolese

È evidente l’influenza del sogno nella scultura di Bruno Grisolia. Le sue ceramiche ricreano ambientazioni in cui ogni elemento diventa simbolico: i profili delle case, porte, finestre, la presenza ricorrente del sole e della luna, l’acqua, le scale. La scelta stessa di plasmare, come soggetti privilegiati, arche e torri, entrambi carichi di significati, si presenta come una dichiarazione precisa di indagare il campo semantico ed espressivo della scultura. L’arca ha una forte valenza di sacralità, di luogo salvifico che custodisce, tramanda, mentre la torre è simbolo aristocratico di potere, oltre che di ambizione o isolamento. Il sole e la luna che rappresentano la dialettica degli opposti, l’alternanza e l’equilibrio del giorno e della notte, della luce e dell’oscurità, racchiudono il fulcro narrativo dell’opera di Grisolia basato sul tema dell’incontro, del viaggio, della trasformazione intesa come rinnovamento. La spiccata visionarietà dell’artista determina un nesso dinamico tra i referenti culturali universali e l’esperienza personale. Le arche diventano luoghi in cui la percezione dello spazio è mutevole e sfuggente: la prospettiva di visione gioca un ruolo fondamentale, perché svincola da ogni staticità o prevedibilità l’articolazione spaziale della composizione che si caratterizza quasi sempre per uno sviluppo relazionale dei suoi elementi costitutivi. I volumi si sublimano in una stilizzazione raffinata in cui predomina il segno grafico che incide la materia, rivelando la minuziosità del suo processo di forgiatura, la stessa attenzione a cui si può ricondurre anche la ricchezza decorativa e cromatica.

Grisolia ricerca in primis di liberare le potenzialità comunicative della scultura senza perseguire nessuno schema naturalistico: le opere sembrano quasi forme organiche che si profilano nell’ambiente circostante esponendosi all’esplorazione dello spettatore per permettergli di svelare il segreto o il sogno recondito che celano.

Sintesi cromatiche – mostra personale di Domenico Asmone, a cura di Mario Napoli

L’occhio umano percepisce una piccola parte delle onde luminose esistenti in natura. Gli oggetti e gli ambienti che noi vediamo sono colorati e il colore è dato dalla diversa percezione visiva che abbiamo delle cose.

Nella pittura di Domenico Asmone il colore è elemento dominante dal quale nasce la composizione e si determina il soggetto. La sua ricerca artistica parte proprio dal rapporto tra il colore e la luce. Le sue opere sono di grande espressività, cariche di forza ed energia; il colore è potenza della natura e nelle sue tele Domenico Asmone racconta la natura e i sentimenti, le emozioni che essa suscita nell’individuo.

I toni gialli ed aranciati indicano la potenza del sole, il blu non è altro che la forza degli abissi più profondi. Ma c’è anche il rosso della passione o il bianco della purezza, colori caldi e freddi che si uniscono in armonici contrasti.

Quelle di Domenico Asmone sono tele fortemente materiche, il colore è denso, pesante e spesso; l’esecuzione è libera, istintiva, anche se controllata dalla mente e dalla mano dell’artista. È la tavolozza il soggetto, il tema del dipinto, sia esso informale o figurativo, perché anche i ritratti sono cromatici. Le immagini sono infatti suddivise in porzioni di colore che ne determinano l’espressività. Il colore respira sulla tela e l’opera prende forma man mano che l’esecuzione va avanti e trasmette le idee, i pensieri, il mondo interiore dell’artista, tutta la sua anima.

Satura Art Gallery

C.S.

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