TOSSE, LA DANZA CHE LASCIA IL SEGNO IN “RESISTERE E CREARE”

Di il Novembre 22, 2018

Due settimane di spettacoli e laboratori, che uniscono danza, balli, teatrodanza, acrobatica e altre diverse dimensioni espressive, non ascrivibili a un unico genere

 

GENOVA – “Se dico danza a cosa pensi”? Parte da qui la quarta edizione di “Resistere e creare”, rassegna di danza firmata da Michela Lucenti e Marina Petrillo in scena al Teatro della Tosse dal 22 novembre al 2 dicembre. Il primo passo è una domanda lanciata sui social, le cui risposte diventeranno una mostra collettiva (al via il 23 novembre) sulla percezione di un mezzo espressivo immediata e variegata, amata ma spesso inafferrabile.

 

Il greco Michalis Theophanous in “Tiresias”

Un cartellone multidisciplinare, attraversato da diverse linee di ricerca espressiva accomunate «dall’urgenza – racconta Michela Lucenti – che rappresenta il fil rouge di “Resistere e creare”. Non poniamo precise linee estetiche, ma poniamo un occhio di riguardo all’idea che l’artista ha del proprio lavoro: deve essere bruciante, deve mostrare la sua volontà di dare una risposta a un’istanza e lasciare un segno». Una rassegna che ricrea una comunità valorizzando le differenze attraverso un unico linguaggio, la danza. «Dialogare attraverso il proprio corpo – prosegue Lucenti – testimoniare in modo vivo: questo è la danza. Il nostro intento è sfruttare questo mezzo espressivo, tentando una resistenza attraverso la messa in scena di un’urgenza».

 

Due settimane di spettacoli e laboratori, che uniscono danza, balli, teatrodanza, acrobatica e altre diverse dimensioni espressive, non ascrivibili a un unico genere. Dopo l’anteprima andata in scena il 18 e il 19 novembre con “C’era una volta una bambina, Cappuccetto Rosso”, “Resistere e creare” prende il via venerdì 23 novembre con l’inaugurazione della mostra “#sedicodanzacosapensi”, alla quale seguono il primo studio di “Ombelichi Tenui”, di e con Filippo Porro e Simone Zambelli e le “Impronte”, le improvvisazioni di relazione fisica di Balletto civile. Alle 20.30 tocca alla danza popolare e alla tradizione acrobatica marocchina di “Halka” (in foto di copertina) del Groupe Acrobatique de Tanger (in scena anche il 24 novembre). Chiude la prima giornata la Compagnia blucinQue con “Frames/azioni nel silenzio”. Oltre alla replica di “Halka”, il 24 novembre va in scena la prima nazionale di “Trieb – L’Indagine” di Chiara Ameglio dell’atelier di danzatori Fattoria Vittadini.

 

Un momento di “Madre”

Domenica 25 tocca a un’altra prima: “Pasta e Lava”, della Compagnia My homeless lover”, mentre martedì 27 il greco Michalis Theophanous porta alla Tosse “Tiresias”, creazione tra danza e performing art”. “Resistere e Creare” prosegue mercoledì 28 con “Total Eclipse” di Chiara Tavani e, giovedì 29, con “Balerhaus” del Teatro della Contraddizzione e Compagnia Sanpapié”. Venerdì 30 Michela Lucenti e Balletto Civile portano il primo studio di “Madre”, spettacolo di parole e movimento per un teatro totale. Sabato 1° dicembre l’associazione Essentia Oriental Dance promuove la vetrina della Danza mediorentale. Ricco anche il programma di laboratori per professionisti e non, con Gregorio Giannotta e Paola Rand (24 novembre, Joerg Hassmann (dal 29 novembre al 2 dicembre) e Nicoletta Bernardini, Veronique Liaudat e Claudia Monti (30 novembre e 2 dicembre).

Su Giulio Oglietti

Cresciuto tra la nebbia e le risaie del Monferrato, è a Genova dal 2013. Laureato in Scienze Politiche e laureando in Informazione ed editoria, inizia il tirocinio a GOA a luglio 2017, dove rimane come collaboratore da novembre dello stesso anno. Metodico e curioso, è determinato a diventare giornalista.

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