DAL PALCO ALLA PLATEA, IL 2019 “DAL VIVO” DELLA TOSSE

Di il Gennaio 9, 2019

Il cartellone fino a maggio del Teatro di Sant’Agostino

GENOVA – Un teatro che parla, guarda e cerca il contatto, alla scoperta di quella che è sempre stata la comunità, e che oggi si confonde con la community. Riparte la programmazione “dal vivo” del Teatro della Tosse, sempre in prima linea quando si parla di creatività, incontro e confronto.

Il leitmotiv scelto per il 2019 è “dal vivo”, che si collega direttamente all'”incontro”, e al “presente” che hanno colorato gli ultimi dodici mesi. «Siamo certi che il teatro sia un luogo – racconta Amedeo Romeo, direttore artistico del Teatro della Tosse – dove la gente si incontra dal vivo: è qui che si forma la cittadinanza, affrontando anche temi difficili, ma in uno spazio condiviso. Sia chi sta in platea, sia chi sta sul palco, agisce e ascolta, in un’esperienza condivisa». Un obiettivo chiaro e dichiarato portato avanti secondo un’etica ben precisa. «Le nostre linee di lavoro – prosegue – spaziano dall’apertura a spettacoli internazionali con un forte impatto visivo, che vedremo anche fuori dal teatro inteso come struttura, a nostre produzioni, come “Il Maestro e Margherita” di Emanuele Conte e Michela Lucenti, che ritorna dopo il grande successo dell’anno scorso».

Un istante di “Il Maestro e Margherita”, sul palco della Tosse dal 18 al 20 gennaio. Credit Donato Aquaro

Sono “Le ragazze dis-graziate” (10-12 gennaio) di Mario Jorio ad alzare il sipario sul 2019 della Tosse mentre il weekend successivo (18-20 gennaio) tocca subito al “Maestro e Margherita” (in foto), dell’ormai consolidato duo Lucenti-Conte. Un altro ritorno va in scena dal 24 al 27 gennaio, con Andy Warhol Superstar di Laura Sicignano, coprodotto con Teatro Cargo. Febbraio comincia (2-3 febbraio) con i Sonetti di Shakespeare, nell’adattamento di Fabrizio Sinisi e Valter Malosti (anche in regia) e le coreografia di Michela Lucenti. “Se mia madre mi facesse a pezzi, nessuno mi verrebbe a cercare” di Elena Dragonetti sarà alla Tosse dal 5 al 6 febbraio, mentre dal 7 al 9 il teatro esce dalle sale con “Les Irrèrls” di Cie Creature (in foto di copertina), dove il pubbluco, nella vicina Chiesa di Sant’Agostino, sarà accolto da personaggi fantastici con sembianze animalesche.

Un momenti degli “Sposi”, in scena il 21, 22 e 23 marzo

“Labbra, il bagno, un sogno, io” dell’autrice di “Tropicana” Irene Lamponi va in scena dal 14 al 16 febbraio, mentre “Ellis Island” di Maurizio Igor Meta il 22 e il 23. A cavallo dei due mesi (dal 28 febbraio al 2 marzo) tocca ai “Teatri Mobili della Compagnia Girovago e Rondella e della Compagnia Dromosofista, mentre il Gruppo Teatrale Stranità sale sul palco della Tosse dal 14 al 16 marzo con “Sintomatologia dell’esistenza”. La traduzione di Attilio Scarpellini, interpretata da Elvira Frosini e Davide Timpato, degli “Sposi” di David Lescot è in programma il 21, il 22 e il 23 marzo. Il mese si chiude dal 28 al 30 marzo, con “Lebensraum” di Jakop Ahlbom.

Oscar De Summa torna al teatro di Sant’Agostino con “La sorella di Gesù Cristo” (4-6 aprile), mentre il 9 (repliche fino al 14) esordisce una nuova produzione della Tosse: “Il Natale di Harry” di Steven Berkoff, con Enrico Campanati e diretto da Elisabetta Carosio. Dal 18 al 20 aprile ci sono gli “sguardi sulla morte” della rassegna “Passaggi”. Terminato il periodo pasquale, tocca (3-5 maggio) a Emanuele Aldrovandi con “Nessuna pietà per l’arbitro”, con la regia di Marco Maccieri e Angelo Ruozzi. Chiude il cartellone (17-19 maggio) “Come sono diventato stupido”, spettacolo ispirato al romanzo di Martin Page con drammaturgia e regia di Corrado Accordino.

Su Giulio Oglietti

Cresciuto tra la nebbia e le risaie del Monferrato, è a Genova dal 2013. Laureato in Scienze Politiche e laureando in Informazione ed editoria, inizia il tirocinio a GOA a luglio 2017, dove rimane come collaboratore da novembre dello stesso anno. Metodico e curioso, è determinato a diventare giornalista.

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