Pasquale Rotondi, colui che salvò l’arte italiana: la sua storia sul palco del Duse con Laura Curino

Di il Febbraio 12, 2019
Giorgio Sottile

GENOVA – “La lista” ossia l’incredibile ma verissima storia di Pasquale Rotondi, l’Oskar Schindler dell’arte italiana, è arrivata sui palcoscenici italiani grazie a Laura Curino, autrice e attrice torinese che da fin dagli anni 70 con il gruppo Teatro Settimo e poi con grandi successi come “Olivetti” è diventata una delle interpreti più sensibili e più riconosciute del teatro di narrazione. Lo spettacolo che vede alla regia Gabriele Vacis e si avvale della consulenza storica di Beatrice Marzorati e di Federico Negro, debutta al Teatro Duse venerdì 15 febbraio alle ore 20.30.

 

 

Una vicenda degna della più appassionante spy story è quella che vede protagonista Pasquale Rotondi, studioso e critico d’arte (sovrintendente alle Gallerie d’arte marchigiane): a lui il governo fascista diede il delicato compito di custodire le opere d’arte di maggior pregio in un luogo segreto e sicuro durante il conflitto mondiale. Dopo l’armistizio del ’43 però la situazione precipitò e le divisioni tedesche cercarono di razziare tutte le opere d’arte per trasferirle in Germania. Fu proprio Rotondi, con coraggio e sprezzo del pericolo, a salvare un tesoro unico nascondendolo e sorvegliandolo nella monumentale Rocca Ubaldinesca di Sassocorvaro. Un immenso valore artistico ed economico formato da oltre 10.000 opere fra cui tele di Caravaggio, Raffaello, Piero della Francesca, Bramante, Giorgione, Tiziano, Canaletto, Veronese, Mantegna, preziosi manoscritti e documenti d’archivio, porcellane, ceramiche, sculture. La storia di questo autentico “Monument Man” è stata scoperta verso la metà degli anni ’80 ed oggi rivive in scena grazie alla drammaturgia e alla vibrante interpretazione di Laura Curino che sullo spettacolo dice: «L’esempio di Pasquale Rotondi è ancora attuale per il suo senso di responsabilità e di protezione. È necessario, in un Paese come il nostro, diffondere un senso di responsabilità individuale. Perché non possiamo delegare tutto alle istituzioni, a ogni angolo abbiamo esempi di arte e bellezza, è importante dunque una responsabilità diffusa da parte di tutti, per salvare l’arte».

Per info

Lo spettacolo è in scena al Teatro Duse venerdì 15 al sabato 16 febbraio alle ore 20.30, domenica alle ore 16.

www.teatronazionalegenova.it

 

 

C.S.

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