L'”Otello” dei giorni nostri in “Tuo per sempre”, il debutto alla Sala Mercato

Di il Marzo 25, 2019

GENOVA – L’amore, la gelosia, la paura del diverso. Ovvero l’”Otello” di Shakespeare in una classe di ragazzi di oggi. Dopo avere raccontato il vissuto degli adolescenti ispirandosi alla letteratura e al cinema con spettacoli come “La terza Onda”, “Come pesci in un acquario” e “Swing Heil!” la regista Elena Dragonetti si è confrontata con uno dei più noti testi shakespeariani per “Tuo per sempre”, in prima nazionale alla Sala Mercato dal 28 al 30 marzo.

Nato da un nuovo percorso laboratoriale, “Tuo per sempre”, prodotto dal Teatro Nazionale di Genova in collaborazione con Narramondo, vede in scena gli attori Andreapietro Anselmi, Fabrizio Costella e Alessandro Pizzuto insieme a 13 studenti (Fallou Diop, Dario Furini, Michael Latta, Andrea Lucà, Loena Lusha, Beatrice Marchetti, Micol Mourino Santas, Pietro Muzzini, Emanuele Niego, Marta Piazza, Arianna Raffo, Halia Ruiu, Benedetta Tartaglia), che provengono da diversi istituti superiori genovesi e partecipano allo spettacolo nell’ambito di progetti di alternanza scuola lavoro.

«L’Otello è la tragedia della gelosia e del sesso, pulsioni tipiche dell’adolescenza. Ma ci parla anche di rapporti interrazziali e culturali, della potenza manipolatoria delle parole che danno fondamento alla xenofobia, alla misoginia, alle tante forme di intolleranza di cui si compone la società ieri come oggi» dichiara Elena Dragonetti.

“Tuo per sempre” di Elena Dragonetti (foto di Eva Olcese)

E così al centro dello spettacolo mette la squadra di basket di una scuola pronta a vincere il campionato statale, con un capitano – Odin – immigrato quando era bambino, che vede nella propria abilità sportiva la possibilità di integrarsi in una società che altrimenti lo terrebbe ai margini.

Iacob è invece il figlio dell’allenatore della squadra che, preso dall’ambizione, lo trascura e osanna come un figlio Odin. Da qui si innesca il meccanismo della gelosia e la vicenda segue le orme di Shakespeare.

Man mano che la storia avanza gli spazi del campo da basket si trasformano in gabbie, linee di demarcazione, distanze incolmabili. La commistione con i linguaggi della danza e delle arti circensi – grazie alla collaborazione con le coreografe Serena Loprevite e Valeria Chiara Puppo e l’aerial coach Simone Tositori – porta i ragazzi in scena a esplorare una dimensione fisica oltre che immaginifica degli accadimenti.

Conclude Elena Dragonetti: «Lasciare che siano i ragazzi a raccontare la storia di Otello a noi è un modo per fare i conti con i fantasmi dell’inconscio collettivo con cui la società costruisce e rinsalda i propri parametri in tempi di crisi e li trasmette alle nuove generazioni, continuando a proiettare fuori di sé, sullo straniero, tutto ciò che ha di inconfessabile».

Per info

Inizio spettacoli giovedì ore 19.30, venerdì e sabato ore 20.30. Matinée per le scuole 27, 28 marzo, 1 e 2 aprile ore 10.30.

teatronazionalegenova.it

C.S.

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